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Il Blog di Parlavecchio - A quelle persone che "se ne fregano degli altri" e si sentono in vacanza e non in guerra...

Il nostro Franco analizza l'emergenza coronavirus in Italia tra egoismi, follie e decreti legge ballerini

Avete presente quelle persone che in questi giorni se ne strafregano degli altri (“tanto a me non capita…”), tronfi del loro egoismo, vagando per le strade privi di meta senza alcun rispetto per il prossimo? Secondo me vanno premiati. Sì, un viaggio premio in quel di Wuhan in Cina. Qualche giorno di quarantena con aperitivo. Dovesse venirgli in mente di mettere il naso fuori, rischierebbero solo una semplice fucilata. Una piccola punizione per loro, una medaglia per noi.

Questi soggetti, non sempre e solo giovani, sono solo lo specchio di come siamo diventati e di chi ci governa. Un mix di ingenuità, impreparazione e disorganizzazione. Esattamente come i decreti urgenti emanati negli ultimi giorni.  Prima molto morbidi, poi un po’ più severi, poi ancora più restrittivi, in un crescendo di rimedi poco chiari che dimostrano molta confusione senza un chiaro obiettivo. Gli stessi che dopo qualche rivolta nelle carceri hanno garantito le mascherine di protezione a tutti i detenuti dimenticandosi di medici ed infermieri in prima linea, spesso sprovvisti di quel minimo di tutela per se e per gli altri, in un ordine invertito di priorità. Il nostro mondo di diritti al contrario.

Gli stessi che si sono messi per mesi in ginocchio davanti alle istituzioni europee per ottenere due briciole, per poi accorgersi che l’Europa si è girata dall’altra parte nel momento del bisogno. La solita Italia che ferma i tamponi per tutti se asintomatici o dopo quarantena, per poi scoprire che alcuni calciatori e politici hanno la solita corsia preferenziale che si chiama privilegio con la quale possono conoscere il proprio stato di salute senza avere alcun sintomo, per poi dichiararlo sfacciatamente alla plebe che non gode delle stesse opportunità.  

Ma la colpa è anche di chi per anni ha deciso di smantellare quel pezzo importante di sanità pubblica, senza toglierne i privilegi, magari come da noi anche per bearsi del fatidico raggiunto pareggio del bilancio, privandoci spesso dei servizi essenziali e di quei piccoli presidi che ora sarebbero stati fondamentali per fronteggiare l’emergenza. A forza di mandare nei posti chiave degli utili idioti, perfetti perché devono obbedire in silenzio, abbiamo distrutto l’intera classe dirigente. Responsabili di questo scempio sono trasversalmente tutti i partiti e movimenti. Comincio ad avere grande nostalgia delle vere personalità del nostro Stato, quelle che davano ancora dignità al nostro Paese. Ora non ne vedo nemmeno l’ombra.
 

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