Il blog di Franco Parlavecchio | La gestione della pandemia è stata la cartina al tornasole di manager e politici (un tanto al chilo)

5, 4, 3, 2, 1…. Questo non è il countdown, sono i metri di distanza sociale che si sono accorciati giorno dopo giorno, quasi per magia… Prima sembrava che la nuova fase dovesse ripartire con spazi umani siderali, ora siamo arrivati al distacco di un metro tra le persone, cioè come se non fosse successo nulla.   Perché se vai al ristorante e non rispetti la distanza di almeno un metro, vuol dire che stai mangiando in braccio ad un altro commensale.

Ma questo in realtà è assolutamente in linea con tutti i provvedimenti dal momento in cui è stata proclamata l’emergenza fino ad oggi: il caos. E meno male che stiamo pagando fior di “esperti” nei vari settori, ben 450 soggetti che se avessero solo scopiazzato le linee guida degli altri Paesi avrebbero fatto un’ottima figura.

Ma i numeri sono cinici ed inesorabili. Il confronto con altri Paesi europei è imbarazzante, ci pone fuori dall’Europa per manifesta inadeguatezza. Questa emergenza è stata la vera cartina al tornasole. Dalla scelta di non fare subito i tamponi alla difficoltà di reperire mezzi di protezione individuale, siamo crollati senza appello.

Se poi il dibattito è concentrato sull’apertura delle chiese e degli stadi dimenticandosi completamente del ruolo fondamentale che ha la scuola e che avrebbe meritato un deciso ripensamento, allora è facile comprendere che trattasi di una chiara presa di posizione politica. Si sceglie un popolo un popolo ignorante e credulone. Così si controlla meglio. La colpa non è di Conte, lui non è la causa ma l’effetto di un declino nel quale siamo caduti da diversi anni. Sicuramente il suo atteggiamento supponente non aiuta come il suo gergo “vi permetto”, “vi concedo”, figlio di cultura poco liberale. Ed il contado obbedisce…

I politici un tanto al chilo, quelli che hanno distrutto il nostro Paese, prima lo disprezzavano, ora lo osannano. Ma anche i cittadini sembra che apprezzino il suo stile. Non è strano, succede nei periodi di grande crisi, ti stringi al boss di turno. Se pensate che anche il presidente della Lombardia Fontana gode di notevole gradimento, l’arcano è spiegato. Ed alla stessa stregua il presidente Zaia che ha gestito l’emergenza con sapienza, assomiglia a Churchill.

Anche l’informazione non ha sempre aiutato.  Secondo la classifica relativa alla libertà di stampa nel mondo l’Italia è retrocessa al settantasettesimo posto su un totale di 180 Paesi. In questi giorni si è capito il perché. Troppa propaganda e poca concretezza. Tutto in colpevole ritardo, in un momento dove il tempo è sopravvivenza. Per quale motivo dovremmo pensare che gli altri Paesi abbiano barato rispetto alle informazioni fornite sul Coronavirus? La realtà è che siamo stati i primi a chiudere e gli ultimi ad aprire.  
Andrà tutto bene, la prossima volta…

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