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Il blog di Franco Parlavecchio - Elezioni a Perugia: il Pd ripudia le primarie, proprio ora che avevano un senso...

Il giornalista Giuliano Giubilei piace sempre di più ai vertici del centrosinistra. Anche se da anni è fuori da qualsiasi dinamica territoriale. Un esterno, da volto pulito e sacrificabile, è lo schema della coalizione quando politicamente tira una brutta aria...


And the winner is: Giuliano Giubilei! Almeno qualcuno spera che sarà così. Dal cilindro del PD è uscito un nome del tutto inaspettato per le prossime elezioni comunali. Fuori quindi tutti i vari ex assessori ancora in pole position, fuori i rappresentanti del passato rivestiti a nuovo e dentro una faccia conosciuta ma distante dai giochi.

Per il momento è solo una suggestione ma potrebbe diventare una strada vera e propria in un momento di crisi senza luce.   Avete presente quando al tempo di un centrosinistra in difficoltà (non nel disastro attuale…) si cercavano i professori? Vedi Maddoli sindaco a Perugia o Bruno Brachelente per la Regione. Il tempo di un mandato, per riorganizzarsi, e poi tutti a casa, o meglio all’università. ra il professore non basta più, nell’epoca dell’immagine serve un volto noto a tutti, poi quale sia il suo programma è del tutto secondario.

E così nasce l’dea Giubilei, una persona che ho conosciuto qualche anno fa, sicuramente molto apprezzabile e gradevole, ma completamente avulsa dalle dinamiche locali. Questo potrebbe risultare un vantaggio per alcuni versi, per altri un peccato imperdonabile. E così molti sperano di salire sul di dietro…ehm.. sul carro del vincitore. Ma forse Giuliano non sa che avrà la stessa funzione di un sacrificio durante una messa nera, una rincorsa senza traguardo.

Dovrà rappresentare una svolta di stampo civico per battere il sindaco Romizi, e provare a sembrare ancora più civico di quella che probabilmente rappresenta la figura più civica di sempre, soprattutto perché la meno condizionata dalle logiche di partito.

Ma dovrà fare molta attenzione a chi gli si avvicinerà perché, finché il PD non cambierà pelle, dovrà guardarsi da tutti quelli che non riescono a perdere il vizio di esaltarti quando sei al massimo per abbandonarti un attimo dopo: in parole povere il vizio del leccaculismo. A forza di leccare il leader di turno non si ricordano nemmeno di respirare, di ridare ossigeno al cervello.

Ma ancora il quadro non è chiaro e forse vedremo ancora tanti nomi uscire allo scoperto. Mi domando come mai in un momento di difficoltà come questo non si provi a recuperare il feeling con l’elettorato, attraverso uno strumento che il PD ha lanciato in Italia ma che ha sfruttato molto poco per coinvolgere realmente i cittadini e solo per regolare i conti interni: le primarie. Forse questa è l’unica volta che potrebbero avere un senso.

Intanto nello scenario locale, oltre alle schermaglie, a pochi mesi dalle elezioni si vede solo un candidato reale, l’attuale sindaco, che volente o nolente guarda talmente avanti da non sentire nemmeno l’odore degli avversari.
 

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