Blocco della E/45 dopo sequestro viadotto, Umbria-Toscana-Marche al Governo: "Concedere emergenza nazionale: aziende a picco"

Nella lettera rivolta al Governo si chiedono interventi immediati per sostenere le imprese del territorio in difficoltà economica prima che sia troppo tardi

Anche l'Umbria, dopo Toscana ed Emilia Romagna, ha richiesto al Governo lo stato di emergenza nazionale per il territorio della Provincia di Perugia, a seguito della situazione di grave criticità creatasi con la chiusura della E45 nel tratto interessato dal viadotto “Puleto”. La Governatrice Marini ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il capo della protezione civile Angelo Borrelli per denunciare le gravi conseguenze della chiusura sull'economia di casa nostra: "Notevoli sono gli impatti sociali ed economici sulle comunità e sulle imprese dei territori dell’Umbria, con particolare riferimento ai comuni di Umbertide, Montone, Pietralunga, Lisciano Niccone, Città di Castello, Citerna e San Giustino, caratterizzati sia da una connotazione turistica che da un sistema di attività economiche e produttive, rilevanti nel settore manifatturiero e agricolo, che si basano prevalentemente sull’efficienza di questo collegamento stradale".

"La totale assenza di vie di comunicazioni praticabili alternative -  continua la Marini -   ha immediatamente causato ingentissimi danni a tutto il tessuto economico e sociale del territorio. La SS 3bis tiberina rappresenta l’unico canale di comunicazione con il resto del Paese per l’importante sistema di aziende e industrie umbre dell’Alta Valle del Tevere che vedono l’arteria stradale interrotta come indispensabile condizione di competizione commerciale". un forte disagio lo stanno vivendo tra i lavoratori pendolari che una regione e l’altra, che si trovano nell’impossibilità di portare avanti le proprie attività se non a fronte di spese per vitto e alloggio insostenibili per le famiglie con l’evidente conseguenza di non poter esercitare diritti costituzionalmente garantiti. Tale situazione potrebbe causare, già nel giro di pochi mesi – sostiene Marini, il dissesto del tessuto produttivo e commerciale di tutto il territorio dell’Alta Valle del Tevere". Nella lettera rivolta al Governo si chiedono interventi immediati per sostenere le imprese del territorio in difficoltà economica prima che sia troppo tardi. 

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