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Il Pd chiama a raccolta il futuro centrosinistra . Azione Umbria dice no sparando contro De Luca ma per i democratici le porte restano aperte

Azione oscilla tra il 4/5 per cento a livello nazionale. Il trend è stabile anche perchè gli elettori vogliono capire la futura collocazione: tutto dipende da questo... crescere o morire con qualche seggio

Il "campo largo" ma non larghissimo in Italia come in Umbria. Almeno per adesso. Il centrosinistra a guida Pd si è tolto qualche bella soddisfazione - dopo le grandi sconfitte regionali e delle maggiori città umbre - alle ultime amministrative: Spoleto, non era scontata, e Città di Castello - feudo della Lega all'epoca con il vento che tirava alla grande -. Ma le divisioni restano e dove il centrodestra ha governato bene - con sindaci moderati - la rivincita non c'è stata: vedi Todi con Ruggiano. Il segretario regionale Tommaso Bori sogna e progetta una coalizione con tutti quei soggetti che vogliono mettere fine al Governo delle destre in Regione, Perugia e Terni. Più che un campo largo possiamo dire un campo anti-destre (modello anti-berlusconismo).

Da qui la riunione di Umbertide dove tra civici, pseudo tali, partitini vari, Movimento 5 Stelle si vuole portare a casa anche quei movimenti liberali o centristi. Italia Viva di Renzi in Umbria c'è ma deve ancora mostrare muscoli (se ci sono), Azione di Calenda ha dimostrato di avere la forza di presentarsi alle comunali e andando a formare coalizioni non ideologizzate, di stampo centrista, alternativi non tanto al Pd - amato e odiato, non si è capito bene...- ma alla alleanza tra Pd e Movimento 5 Stelle (in Umbria decisamente di sinistra-sinistra con Thomas De Luca alla guida). Azione, trovando anche una piccola scappatoia, non sarà presente all'appuntamento di Umbertide (probabilmente anche Italia Viva e altre forze centriste) e lo ha detto forte e chiaro.

La scusa (che poi rientra nelle logiche politiche nazionali): la presenza di un Movimento 5 Stelle dell'Umbria che addirittura teorizza di lasciare il Governo Draghi per una opposizione dura fino alle prossime politiche nazionali. Una speranza scritta su Fb dal passionario De Luca - nel bene nel male l'unico a metterci la faccia e ricevere il gradimento di una base ristretta -: "Secondo Zingaretti, Giuseppe Conte non è più un riferimento per il progetto progressista. Forse il problema è che in queste ore il M5S sta chiedendo a questo governo di fare qualcosa di sinistra a favore delle famiglie, delle imprese, di chi sta rimanendo indietro a causa del logoramento del potere d'acquisto. Mentre noi scontentavamo il nostro elettorato per dare generosamente un governo al Paese durante il picco della fase pandemica, altri hanno avuto come priorità quella di creare una strada costellata di trappole lungo il percorso con l’obiettivo di spaccare il MoVimento ed erodere la grande popolarità di Giuseppe Conte. Oggi più che mai il Paese ha bisogno di un'opposizione credibile in attesa delle prossime elezioni". L'ultima frase è chiara, non c'è bisogno di commentare.

E Azione per bocca del segretario provinciale, Mirko Cenci e il responsabile enti locali Francesco Sorci, risponde per le rime: "La presa di posizione nelle scorse ore del capogruppo/segretario regionale del M5s umbro, che auspicava un’uscita dal Governo Draghi del suo partito, testimonia ancora una volta la palese incompatibilità tra Azione e il M5s". Ma Azione ha un debole per il centrosinistra piuttosto che per il grande centro anche se alle amministrative è stato collante di quel mondo. Non a caso gli azionisti lanciano un nuovo appello: lascia loro e prendi noi.  "Anche per questo, decliniamo la partecipazione all’incontro di domani convocato a Umbertide da PD, M5s e liste civiche, invitando peraltro lo stesso PD umbro e le altre forze politiche a interrogarsi sul senso di intraprendere un percorso “a braccetto” con una forza politica irresponsabile, che per meri fini tattici, sta esponendo il nostro Paese a uno squallido balletto peraltro in un momento delicato come questo".

Azione oscilla tra il 4/5 per cento a livello nazionale. Il trend è stabile anche perché gli elettori vogliono capire la futura collocazione: occhio che in molti dicono né con la destra né con il Pd. Sbagliare collocazione potrebbe portare un po' di poltrone ma zero futuro. In Umbria e in Italia. 

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