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Assembramenti in centro storico, l'Udu contro il Comune: "Non hanno informato la cittadinanza"

La Sinistra universitaria: "Educare, non reprimere: non incolpate gli studenti"

"Non date la colpa agli studenti". Dopo il venerdì degli assembramenti e della rissa in centro storico a Perugia e il sabato delle ordinanze del sindaco Romizi intervengono Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Perugia, Sinistra Universitaria – Udu Perugia e Circolo Arci “Il Porco Rosso”. E c'è il Comune di Perugia nel mirino: "Pur condannando i comportamenti irresponsabili a cui abbiamo assistito nel fine settimana, condanniamo anche la mancanza di una strategia preventiva da parte della Giunta Comunale - scrivono - . Nessuno sforzo è stato fatto per sensibilizzare giovani ed esercenti sulle corrette condotte da adottare nel primo fine settimana di riapertura, non si è provato ad informare la cittadinanza su quali sarebbero dovute essere le misure di sicurezza individuali da adottare". 

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E ancora: "I controlli diffusi, mirati a impedire preventivamente il verificarsi di situazioni a rischio sono stati quasi completamente interrotti dal 18 maggio in poi", aggiungono Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Perugia, Sinistra Universitaria – Udu Perugia e Circolo Arci “Il Porco Rosso”. 

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Ed ecco il problema: “E' mancata informazione e controllo, non si è nemmeno provato a educare le ragazze e i ragazzi del territorio: questo è essenziale se si fa affidamento sulla responsabilità individuale - sottolinea Eugenio Ranfa, Coordinatore di Altrascuola – Rete degli Studenti Perugia - . Dopo due mesi di lock-down totale la situazione era una bomba pronta a esplodere e ciò che è successo venerdì si poteva prevedere e prevenire". 

E ancora: "Come associazioni studentesche e giovanili – continua Angela De Nicola, Coordinatrice di Udu Perugia – lanceremo una campagna di sensibilizzazione alla socialità responsabile, per fare in modo che i nostri coetanei evitino comportamenti dannosi per sé stessi e per gli altri, ma questo avrebbero dovuto da tempo farlo le istituzioni cittadine: è troppo comodo dare la colpa ad una collettività indefinita per delle situazioni che non si sono gestite, è sbagliato gestirle in modo repressivo dopo che il danno si è verificato".

Conclude Massimiliano Rrapaj, Presidente del Circolo Arci “Il Porco Rosso”: "Chiudere i locali dopo due mesi di lock-down generale è controproducente per gli esercenti e per la comunità cittadina tutta che meritava un ritorno alla normalità gestito nel migliore dei modi: anche in questo caso la toppa è peggiore del buco. Abbiamo bisogno di spazi che facciano vivere questa città ed educhino i suoi giovani a convivere responsabilmente".

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