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Approvato Piano finanziario, Tesei: "Rendere l'Umbria attrattiva per restarci o venirci a vivere, a fare imprese, a poter lavorare"

Tutte le linee guida del Defer approvato in consiglio regionale. Situazione economica difficilissima: ci vorranno 5 anni per rimettere in moto i motori

Il Covid ha colpito una regione che già da 10 anni viveva una crisi senza fine. Lo ha detto più volte la Presidente Donatella Tesei in aula, ieri, nella presentazione del cruciale Defr (Documento economico finanziario regione) che indirizza tutte le risorse a disposizioni su una "visione" da qui ai prossimi 5 anni. Il quadro all'inizio del 2020, prima dell'arrivo nefasto della pandemia, era questo: il Pil umbro dal 2008 a 2018 ha perso 12,8 punti percentuali, in Italia il 3,3. In 10 anni siamo andati quattro volte peggio di un Paese in difficoltà. La spesa ha perso oltre il 5 per cento contro l’1,7 del Paese, ancora quattro volte peggio. Il reddito disponibile delle famiglie ha perso 6 punti percentuali. La produttività è arrivata a 88 punti mentre 15 anni fa eravamo in media. Questa è la pesantissima eredita che è stata aggravata dalla crisi da Coronvirus.

Ma la nostra è una Regione che giorno dopo giorno sta diventando sempre più piccola a causa della natalità vicina a zero e della migrazione di umbri verso altre regioni e Paesi per cercare lavoro. Ha fatto bene la Presidente, a questo punto, a centrare il Defr su un obiettivo primario per non morire: "Rendere l'Umbria attrattiva  per venirci a vivere, a fare imprese, a poter lavorare".  "Per fare ciò abbiamo bisogno di infrastrutture, con treni veloci, un aeroporto collegato ad un hub internazionale per fare del nostro aeroporto un volano per il turismo e lo sviluppo" ha rilanciato la Tesei "Serve una amministrazione pubblica più semplice e a servizio dei cittadini, il recupero della produttività, la crescita digitale deve essere vista come una rivoluzione culturale, la manifattura deve tornare a essere il motore più potente regione, il turismo deve confermarsi come elemento fondante della nostra regione e va ulteriormente sviluppato. La SANITÀ pubblica e universale deve essere rafforzata. Stiamo lavorando al nuovo piano sanitario che sarà oggetto di condivisione con tutti".

DEFER - TUTTI GLI EMENDAMENTI PROMOSSI E BOCCIATI

L'Umbria da qui ai prossimi anni sarà promotrice di attività di sostegno al lavoro femminile e giovanile, oltre al ricollocamento degli over 50 anche con incentivi e riconversioni. Previsto anche un nuovo ruolo per la pubblica amministrazione, con percorsi più rapidi per accedere ai servizi e non invasiva nella vita delle imprese.  Ma come ribadito dalla Presidente la grande sfida per battere la povertà, salvare aziende e dare fiducia all'Umbria... è il binomio imprese sane e più posti di lavoro. Le RISORSE per tutto questo provengono dalla riprogrammazione comunitaria dei fondi non spesi: 98milioni di euro allocati, spesi per il 0 per cento nel 2020 e da spendere per il 60 per cento nel 2021. Dalla riprogrammazione Fsc (accordo Provenzano) vengono 98 milioni da spendere nel 2021 al cento per cento. Noi siamo perfettamente in linea con riprogrammazione, siamo stati una delle regioni più veloci nel farlo. Poi ci sono le nuove risorse comunitarie 2021-2027 che si stimano intorno ai 700 milioni di euro per Fesr e Fse, 100 l’anno. Per il Psr si stimano 800milioni, 115 all’anno. "Ovviamente occorre trovare il cofinanziamento. Una situazione impegnativa, ma si tratta di risorse fondamentali per le nostre azioni per il futuro della Regione. Il BILANCIO è ingessato, come era prima. Ora in più ci sono evidenti criticità derivanti dalle MINORI ENTRATE per la crisi pandemica. Le misure adottate dal Governo non coprono le minori entrate. In più c’è da trovare la quota di cofinanziamento per la nuova programmazione. Questa la differenza rispetto al precedente bilancio". 

Fondamentale sarà il rapporto tra Stato e Regioni con quest'ultime che rivendicano un ruolo attivo nella concertazione dei fondi e nella progettazione delle strategie anti-crisi. "Non penso di rimettere in moto l’Umbria in un anno - ha concluso la Presidente Tesei - ho già detto che ne sarebbero serviti almeno 5. Questo Defr comincia a guardare in modo fattivo al futuro. Spero che tutte le misure che saranno adottate siano condivise da tutti nell’interesse degli umbri”. 

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