La rivoluzione della Differenziata, l'appello di Barelli ai cittadini: "Insieme trasformeremo i rifiuti in posti di lavoro, in ambiente e salute"

Una raccolta differenziata diffusa, capillare e alla portata di tutti. Ecco la svolta anche per la città compatta - da Monteluce a Ponte della Pietra - oltre 42mila cittadini che possono fare la differenza. Ecco l'appello di Barelli

La svolta sui rifiuti, da differenziare, per arrivare ad una percentuale strategica e sostenibile (intorno all'80 per cento) a Perugia, è ufficialmente partita dopo la raccolta porta a porta in centro e nelle periferie. Oggi il sistema voluto dall'amministrazione comunale, va ad incidere nella città compatta (oltre 40mila abitanti) che confina con ,l'acropoli e si estende fino a Madonna Alta e Ponte della Pietra. Cassonetti con la chiave per i condomini, eco-isole per gettare i rifiuti differenziati in qualsiasi giorno immettendo però la tessera sanitaria per la tracciabilità, tornano le campane verdi ma per raccogliere vetro e alluminio di qualità.

E poi porta a porta per le abitazioni singole e controlli a tappeto con foto-trappole. Nella città compatta si vuole passare da una differenziata quasi ridicola al 30 per cento al 75. In linea con il resto della città. Il fautore di questa rivoluzione è il vice-sindaco Urbano Barelli che ha lanciato un appello ai cittadini sui rifiuti. Collaborare tutti trasformerà i rifiuti in oro, in posti di lavoro e in salute per la città. Buona Lettura.

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di URBANO BARELLI - VICE SINDACO DI PERUGIA

I rifiuti sono una risorsa e il loro corretto utilizzo fa bene all’ambiente e all’economia, consentendo di sviluppare quell’economia circolare che vuole promuovere sia l’Unione europea (con le direttive del maggio scorso) che l’Italia (con il documento del Ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’Ambiente ‘Verso un modello di economia circolare’ del novembre 2017 e con il Contratto di governo M5S e Lega). La nostra città deve cogliere l’occasione del nuovo sistema di raccolta differenziata anche per rilanciare la sua economia e creare lavoro.

Infatti, “passare dall’attuale modello di economia lineare a quella circolare richiede un ripensamento delle strategie e dei modelli di mercato per salvaguardare la competitività dei settori industriali e il patrimonio di risorse naturali. Un modello di economia circolare, che coinvolge le abitudini dei consumatori ed investe i processi produttivi e manufatturieri, non solo delle grandi imprese ma anche del reticolato di PMI che caratterizzano il Paese, è in grado di creare nuovi posti di lavoro e al tempo stesso di ridurre notevolmente la domanda di materie vergini e l’impatto sull’ambiente” (Verso un modello di economia circolare).

È stato, inoltre, precisato che “è necessario che ogni intervento del decisore politico si collochi in una strategia di economia circolare, intesa quale sistema ambientale ed economico in cui un bene è utilizzato, diventa rifiuto, e poi, a valle di un procedimento di recupero, cessa di essere tale per essere riutilizzato quale materia seconda per la produzione di un nuovo bene, in contrapposizione al modello di “economia lineare” in cui i beni divenuti rifiuti sono avviati semplicemente a smaltimento dopo il loro utilizzo” (Contratto per il governo del cambiamento, M5S e Lega).

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Confindustria Umbria si sta già muovendo in questa direzione, anche con il convegno del 12 luglio “Management e imprese alla sfida dell’Economia Circolare”. Dopo la bonifica ed il rilancio di Gesenu e dopo l’ottimo risultato del Raccoglincentro per il centro storico, il nuovo sistema di raccolta differenziata che è partito per la città compatta e che coinvolge 42.000 nostri concittadini è un passo molto importante nella direzione dell’economia circolare e, per non sprecare i rifiuti e per renderli una risorsa, occorre la collaborazione attiva di tutti. Grazie a quanti lo stanno già facendo e a quanti lo faranno nell’interesse dell'ambiente, dell’economia, del lavoro e delle future generazioni.

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