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"Forza Camerata! #boiachimolla": il post del dipendente comunale fa infuriare la Perugia "democratica"

Nella bufera dei social finisce un assistente di un assessorato a Perugia. C'è chi chiede le dimissioni, chi un provvedimento di censura da parte delle istituzioni. Il dipendente chiede scusa e rimuove il suo scritto: "Ho commesso un grave errore"

Ad Amatrice, dove manca soltanto l'arrivo in primavera delle cavallete, non farà minimante discutere nessuno né tantomeno turberà l'umore dello straordinario sindaco di questo popolo terremotato e ora affossato da due metri di neve. E' un piccolo fiocco gelato insieme a miliardi cadenti in queste ore. La premessa era obbligatoria. Ma a Perugia quel fiocco gelato sta creando una sorta di slavina politica almeno sulla montagna di Facebook. Di cosa si tratta: un assistente politico (a contratto termine) di un assessorato della Giunta centrodestra + civici guidata dal sindaco Romizi (un consenso ben tenuto a metà mandato: 52 per cento secondo il Sole 24 ore) sul suo personale profilo di Fb cerca di dare conforto al sindaco di Amatrice sconvolto dal sisma e dalla nevicata record: "Forza Camerata!Ti siamo tutti vicini. #daje #boiachimolla". Nel post inserisce anche il simbolo di una manina destra ben aperta. Un simbolo che associato alla parola camerata farebbe pensare ad una sorta di saluto romano.

L'assistente è Simone Fabi, un amante della comunicazione fai-da-te a favore dell'amministrazione comunale per cui lavora. Un giovane presente in molte discussioni calde sulla rete. Già in passato invitato alla moderazione dal suo stesso assessore, uomo libero e liberale, senza tessere politiche o nostalgie dei vecchi tempi, ma uomo del marketing e della promozione del bello e del "buono" che Perugia presenta ogni giorno sul piatto della gloablizzazione.

Lo scontro sui social a Perugia  è molto alto e ben monitorato fin dai tempi di "E' tutta colpa di Boccali". Ecco dunque che un perugino doc, fotografo di una importante testata giornalistica e lui stesso iscritto all'ordine dei giornalisti, immortala quel post e si dice indignato per l'apologia di fascismo che non deve essere mai fatta e tanto meno da un dipendente comunale pagato con i soldi di tutti. Marco Giugliarelli chiede una presa di posizione netta delle istituzioni perugine. Una richiesta che fa come cittadino orgoglioso di una Repubblica che ha messo al bando ogni forma di fascismo e di discriminazione. 

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