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IL BLOG di Aldo Potenza | Caro elettore, occhio al grande inganno: i contenitori politici liquidi e buoni per tutti


IL GRANDE INGANNO

Da molti anni in Italia nascono e spesso muoiono diverse iniziative politiche tutte, più o meno, con l'intento di indicare la strada da percorrere per costruire un "mondo" migliore. Così si esercitano vecchi e nuovi protagonisti della politica nel tracciare, a prescindere dalle condizioni economiche e finanziarie della realtà in cui vivono e intenderebbero operare, le linee guida di una utopia che sappia accendere nuove speranze nella comunità che vorrebbero governare.

A costoro non interessa sapere se esiste una cultura e dei valori comuni a sostenere il progetto politico. Sono esclusivamente attratti dall'idea che un programma sia la base sufficiente per unire le forze, insomma una idea del governo simile a quella di un quartiere dove l'esperienza maturata in quell'ambiente si estende a una comunità pù vasta.

Le grandi culture politiche come quella liberale, socialista democratica e del cattolicesimo sociale, vengono considerate superate,mentre  in realtà sono ancora presenti anche se disperse in "contenitori" culturalmente e politicamente indecifrabili. Prevale da tempo l'idea che convenga confluire in organizzazioni o
movimenti privi di solidi orientamenti culturali per raccogliere le speranze degli elettori che appaiono allergici ai partiti e per affermarsi fingendo di essere il nuovo che avanza mentre più spesso è l'operazione riciclo di politici alla ricerca, da tempo memorabile, di affermazioni mai raggiunte.

Pare che le esperienze condotte da chi ha perseguito analoghi obiettivi promuovendo movimenti dalle idee confuse e con programmi degni di quelle idee non abbiano ancora convinto gli italiani a starne alla larga. Nemmeno i danni inferti all'Italia pare siano sufficienti. Se la storia recente, dalla liberazione ad oggi, fosse materia di studio e non il campo di esercitazione di propagandisti al servizio degli interessi dei cultori del mercato privo del ruolo esercitato dalla politica, si scoprirebbe che i grandi progressi economici e sociali riguardano il primo trentennio della vita repubblicana italiana, quando proprio quelle culture liberale, socialista e del cattolicesimo sociale sono state al governo. Il disastro è diventato inarrestabile dagli anni 90 in poi quando alla retorica del nuovismo, alla aggressione indiscriminata degli assetti politici preesistenti, si è aperta la strada alle avventure dei movimenti improvvisati.

Nessuno, che non sia solo un impenitente nostalgico, può immaginare il ritorno al passato, ma senza storia, senza valori condivisi, senza esperienze di riferimento, insomma senza una comune matrice culturale non si costruisce nulla di duraturo e men che meno una comunità politica di governo, al massimo un condominio composto da nuovi e vecchi arruffapopolo anche se mossi dalle migliori intenzioni. Le società occidentali progredite sono fondate sul rispetto di alcuni fondamentali principi: la democrazia, l'eguaglianza, la libertà, il lavoro, i diritti, la dignità, la cittadinanza, solo per citarne qualcuno.

La declinazione di ciascuno di questi principi è molto diversa a secondo il filtro culturale che li interpreta e rappresenta la distinzione politica e sociale delle forze politiche che intendano governare l'Italia. In mancanza di questi presupposti, continua il grande inganno, non importa se locale o nazionale. E' ancora una volta il risultato della incapacità a ricostruire un orizzonte culturale, ideale e politico che, senza rinunziare alla propria storia, sappia rinnovarsi per affrontare il futuro.
 

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