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Cittadino picchia dirigente comunale, Calabrese: "Basta attaccare i dipendenti pubblici, sono grandi lavoratori e preparati"

L'assessore ai lavori pubblici del Comune di Perugia lancia un appello dopo l'aggressione: "Dobbiamo essere capaci di alzare la voce e isolare chi alimenta questa brutta idea di società"

di Francesco Calabrese  - Assessore ai lavori pubblici

Nella vigliacca aggressione di questa mattina, che ha come sfondo il riordino degli effettivi riferimenti di immobili pubblici, c’è un “terreno culturale” che imperversa in questo pessimo tempo di luoghi comuni, che si nutrono di irrisolte frustrazioni, anche collettive, da sfogare contro qualcuno. C’è la categoria “cittadino”, nella nuova accezione che ha sempre e comunque ragione a prescindere, contro chiunque non sia considerato funzionale ai propri personali interessi. La frase tipica, “pago le tasse”.

Che diventa “ti pago io lo stipendio” quando il cittadino ha qualcosa da ridire ad un dipendente pubblico, categoria di mangiapane a tradimento per definizione. L’ufficio che, poco dopo i fatti, questa mattina ho trovato in stato di shock per la violenza subita, a freddo (evidentemente programmata), è composto di persone che tutti i giorni garantiscono il funzionamento della nostra città. Con impegno, dedizione, spirito di servizio per la nostra comunità cittadina. Così la generalità dei dipendenti comunali, ne sono da quattro anni quotidiano testimone in presa diretta. Esercito una libera e privata professione e, nella assoluta temporaneità dell’attuale ruolo pubblico, non ho alcun interesse, neanche politico, a raccontarlo se non fosse così.

Grata solidarietà a Fabio Ricci, Bruno Vannini, Bruno Leombruni, Cristina Pioppi e a tutti coloro che questa mattina hanno vissuto e subito quella improvvisa violenza tra i nostri uffici. Verificheremo la necessità di organizzare meglio dei filtri di accesso, anche se, personalmente, sono sempre stato contrario all’idea di blindare le sedi comunali, che sono per definizione la casa di tutti i perugini. La prima misura di difesa della nostre case comunali, delle tante persone che tutti i giorni dedicano il loro impegno al servizio della nostra città, sta a tutti noi, che dobbiamo essere capaci di alzare la voce e isolare chi alimenta questa brutta idea di società. Come ancora oggi tocca leggere a commento di questa notizia da parte di pattuglie di quegli imbecilli da social che descrisse perfettamente Umberto Eco.

In un mondo normale, che vedevo nei film da ragazzo, il violento aggressore di oggi almeno una notte in cella ce lo lasciavano a meditare. Non ho idea se accadrà, ma ce lo tengano almeno distante da Palazzo Grossi, mentre non ho ancora capito a quale titolo risieda in un immobile pubblico nei pressi.

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