Aeroporto, in inverno solo tre voli. Ora grandina sulla Sase: "La gestione va cambiata"

Con l'arrivo dell'orario invernale resteranno solo Catania, Londra e Tirana. Pd, Lega e Forza Italia chiedono la testa dei manager

Dieta invernale per il San Francesco d'Assisi, dopo un'estate travagliata con i voli annunciati e cancellati. Secondo gli orari pubblicati sul sito dell'aeroporto di Perugia con l'arrivo della stagione invernale resteranno solo tre destinazioni: Catania, Londra e Tirana. E la notizia del potenziamento della tratta con l'Albania, con una frequenza settimanale in più, ironia della sorte, ha aperto il vaso di Pandora invece di sigillarlo. 

Quindi, tutti contro la Sase e la gestione dell'aeroporto. Dalla Lega al Pd, passando per Forza Italia. Una grandinata di polemiche, senza contare la battuta dell'assessore comunale Michele Fioroni (che tira in ballo il Ministro Toninelli e il tunnel del Brennero che non c'è). 

Cominciamo. Dal Pd c'è chi non risparmia siluri contro i vertici dell'aeroporto di Perugia. E' il consigliere regionale Giacomo Leonelli, che continua a cannoneggiare sulla Sase con l'annuncio di una mozione. Prima dice che "nessuno nega, in questi anni, un lavoro teso al riequilibrio di bilancio dell’aeroporto, elemento fondamentale se non si vuole incappare nelle criticità di tanti scali del Centro Italia, spesso costretti a sospendere i servizi in attesa di interventi delle istituzioni con risorse pubbliche", poi aggiunge che "è giunta l’ora di una fase nuova, che passi da un lato al superamento dell’attuale management, dall’altro da una riflessione delle istituzioni locali e del mondo economico e imprenditoriale privato che oggi detiene una quota maggioritaria della Sase (Società di gestione dell’aeroporto)". Infine, aggiunge che "serve un impegno nuovo dei Comuni. Ad esempioattraverso una parte della tassa di soggiorno, oltre che della realtà privata che, auspichiamo, possa essere sempre più interessata al futuro del nostro scalo e allo sviluppo del nostro territorio”.  

Un passo più verso il centro, ma a destra, c'è Forza Italia. Dai banchi del consiglio comunale di Perugia, i consiglieri Carlo Castori e Claudia Luciani chiedono la testa di Sase: "Ci aspettiamo un passo indietro del Consiglio di Amministrazione, e una seria valutazione sulle personalità da scegliere e da proporre per il rilancio dell’Aeroporto San Francesco". Perché, dicono, "i dati forniti da Assaeroporti parlano di una diminuzione da gennaio ad agosto di circa il 20%  dei passeggeri, numeri su cui hanno pesato fortemente le incertezze su rotte e voli prima annunciati e poi misteriosamente scomparsi. Questo anche a fronte di dichiarazioni sempre troppo affrettate da parte dei vertici Sase che ad oggi non sono stati capaci di attuare una concreta programmazione di sviluppo del “San Francesco”".
Quindi, spiegano i forzisti, "occorre dover fare delle scelte e i vertici Sase non sembrano dare le maggiori garanzie per operare in tal senso. La Sase, e con lei Sviluppumbria, continuano a gestire soldi pubblici ma nonostante questo non forniscono risposte concrete ai cittadini, primi fruitori dell’aeroporto. Possiamo, allora, parlare di spreco di una risorsa strategica per l’economia e il turismo, di cui ne dovranno prima o poi, rispondere i vertici della società aeroportuale". 

Infine, il Carroccio, con il consigliere regionale Valerio Mancini (in trasferta a Rimini alla Fiera del Turismo): “Il Pd si assuma le proprie responsabilità ed ammetta l’ennesimo fallimento”. Da qui alle elezioni 2020 il passo è breve, brevissimo. Praticamente automatico: “Con la Lega al governo della Regione le potenzialità dell’aeroporto saranno valorizzate e l’Umbria tornerà a sorridere anche nel turismo. Ricordo che la nostra struttura è stata inserita tra i 38 aeroporti  di interesse nazionale, che la Giunta Marini almeno ne prenda coscienza. In questi anni il Pd alla guida della Regione, ha rappresentato un vero blocco per lo sviluppo dell’aeroporto: abbiamo perso competitività, non siamo stati in grado di interagire con nessun ente al di fuori di quelli territoriali, c’è un’evidente pigrizia nell’acquisire nuovi contatti, di questo passo nemmeno l’obiettivo dei 500mila passeggeri diventerà possibile". In sintesi: "Riteniamo il Pd responsabile politico per l’insuccesso dell’aeroporto, una questione mai affrontata né direttamente né in consiglio regionale – conclude Mancini -  dove giacciono atti proposti da molti consiglieri fin dal 2016 e che avevano la “vana” ambizione di valorizzare il nostro aeroporto di San Francesco”. 

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