Accoglienza profughi e richiedenti asilo in due anni spesi 31milioni di euro: ma nel 2018 crollo costi e ospiti

Tutti i dati forniti direttamenredai prefetti di Perugia e Terni. Nell'anno scorso è cambiata la tendenza: forte riduzione degli arrivi e risparmiati molti milioni. Pesano le politiche del Governo

Nel 2018 si sta verificando una forte diminuzione in Umbria dell'accoglienza di stranieri e richiedendi asilo in linea con la diminuzione degli sbarchi. Una discontinuità rispetto al passato dove pesa e peseranno sempre di più le nuove disposizioni del Ministero degli Interni racchiuse nel decreto sicurezza licenziato da Camera e Senato. In Umbria grosso modo gli assistiti sono mille in meno tra il 2017 e il 2018, meno 30 percento, essendo passati da 3.150 a 2.150 circa. I dati sono stati forniti dai Prefetti di Perugia e Terni ascoltati in Prima Commissione regionale diretta dal consigliere Andrea Smacchi.

Nella provincia di Perugia, ha spiegato il prefetto Sgaraglia, esiste un sistema di accoglienza diffusa con 3 sole strutture più grandi: Ponte Felcino, Corciano e Colfiorito.  I richiedenti accolti nel 2018 sono stati 1.405 rispetto a 1.960 dello scorso anno. La relativa spesa è passata da 23 a 18milioni di euro. In provincia di Terni gli stranieri sono stati 554 per una spesa 5milioni 4mila euro, a fronte degli oltre 8,5 milioni del 2017.

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In Prima Commissione è emerso che le nuove disposizioni previste dal decreto sicurezza del Ministro Salvini comporteranno una ulteriore riduzione dei soggetti che possono richiedere protezione, delle motivazioni previste e dei tempi massimi di permanenza. Dovrà essere cancellato il permesso umanitario mentre rimarranno due soli canali di accoglienza. Dal Governo nazionale sono arrivate indicazioni di maggiore attenzione nel riconoscimento della protezione umanitaria da parte delle Commissioni che la concedono. Questa ha ridotto il numero dei riconoscimenti rilasciati.

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