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Aborto e Pd, intervista al cattolico Priorelli: "Scommettere sulla vita, i democratici non sono più il mio partito"

Alessandro Priorelli, figura eminente del volontariato cattolico prende posizione sulla recente polemica intorno alla questione del voto in consiglio comunale nella città di Verona a proposito del tema sensibile dell’aborto

Aborto e PD: quale ragione? Ascoltare le ragioni del cuore e quelle dell’intelligenza. Alessandro Priorelli, figura eminente del volontariato cattolico (noto, fra le tante iniziative, il suo impegno a favore degli orfani ucraini), prende posizione sulla recente polemica intorno alla questione del voto in consiglio comunale nella città di Verona a proposito del tema sensibile dell’aborto.

L’esordio. “Brutto risveglio questa mattina. A Verona, una maggioranza qualificata ha votato per sostenere nel territorio di quel municipio le organizzazioni no profit che lavorano per dare alle donne una prospettiva diversa da quella dell'aborto e per provare a offrire una speranza alla vita dei loro bambini”.

Quale scandalo? “Lo scandalo terribile sarebbe che la consigliera Padovani, capogruppo del PD in quel consesso comunale, ha votato a favore di questa legge. Per me lo scandalo risiede nel fatto che praticamente tutti i capi del PD, o quasi tutti, vogliono cacciare dal partito la signora Padovani. Sono spaventato perché ancora non ho letto nessuna voce proveniente dagli organi direzionali a favore di questa signora”.

Ma lei non è sostenitore del PD? “Fino a questa mattina sono stato sostenitore del PD con tutte le mie forze, perché non vedevo nessun altro partito in questo universo di confusione, di ottusità e di ignoranza. Non vedevo nessun altro partito degno della mia attenzione ed ero, più che sconcertato, arrabbiatissimo, perché vedevo e vedo tuttora la disumanità al potere. Questa mattina invece sono passato alla fase della totale disperazione”.

Quel battito cardiaco. “Ho sentito il cuore di mio figlio, 32 anni or sono, pochi giorni dopo le risposte delle analisi che lo rivelavano presente dentro alla sua mamma. Sentire il battito di quel cuore è stata una emozione sconvolgente. Erano le prime ecografie e quel cuore che batteva con forza mi è sembrato un cavallo al galoppo verso la vita. In quel momento, con chiarezza invincibile, ho saputo che quello era mio figlio e che lo avrei amato per tutta la vita”.

Domande al PD. “Voglio fare questa semplice domanda all'onorevole Martina, alla onorevole Cirinnà, al senatore Renzi e a tutti, uomini e donne del PD, che non si sentono neppure sfiorati dalla ricchezza del dubbio di fronte a una cosa così grande: ‘Di chi era quel cuore se non di mio figlio?’ Vorrei una risposta precisa e scientificamente, inconfutabilmente dimostrata. E non ditemi che era un semplice grumo di sangue, altrimenti potrei prendervi a male parole”.

Da concepito a persona. Quando? “E voglio chiedere ancora: se fino a 3 mesi "quello"; non era mio figlio, ma a 4 o 5 o 6 mesi invece lo era (così almeno sembra recitare la legge), spiegatemi per quale motivo e in base a quale principio scientifico avete stabilito questi tempi e questa verità incontestabile. Non so se qualcuno riuscirà a darmi una risposta convincente”.

Non serve la fede, basta la ragione. “Per capire che quello era mio figlio, non è necessario nessun tipo di fede. Basta solo un po' di intelligenza.. poca poca... Tanto è vero che ci sono fior di atei, e fra essi anche molti scienziati, i quali sostengono con forza e con ragione il mio stesso pensiero”.

Aborto come pillola. “Certo, molte sono le donne che ormai usano l'aborto come una pillola anticoncezionale e di questo è colpevole una disinformazione totale della quale tutti siamo responsabili… mentre i centri per la vita spesso derisi, isolati, lottano con passione e con forza per aiutare queste donne in difficoltà quasi sempre sole. Le aiutano con grande dispendio di energie, di tempo, con sostegno economico, ma anche per dare loro una conoscenza reale, non vincolata a nessun tipo di dogma che non sia quello supremo della vita”.

La donna è sola. “E sapeste quante mamme e quanti figli sono loro debitori della vita! Tutti sappiamo (e anche questo è inconfutabile) a quali sofferenze devono andare incontro, prima durante e dopo l'aborto, tante donne che vivono quel momento in tragica solitudine, come una vera condanna alla quale la politica non offre alcuna reale alternativa. Perché la politica non si fa carico di questo, che è un dramma per molte donne? Perché non offrire loro tutta l'assistenza psicologica?

Perché non offrire tutto l'aiuto umano e economico che sarebbe giusto per il loro equilibrio in quel momento e per il futuro?”. Credere nella vita. “Sarebbe ora di svincolarsi da tutti i preconcetti antiscientifici per guardare la vita con occhi di verità, per riconoscerne la suprema bellezza e per arrivare a fare finalmente una politica a favore delle mamme in difficoltà. Sarà anche vero che quella famosa legge ha liberato tante donne dalla schiavitù delle mammane, ma chi libererà i tanti bambini non nati da una condanna a morte per legge?”.

Concludendo, tanti dubbi, ma una certezza. “Da questa mattina, io non sono più neanche un simpatizzante del PD. Sono un povero orfano che non sa da quale parte stare. Anzi, so da che parte stare: dalla parte della vita che è anche la parte della ragione. Dalla parte dell'intelligenza, contro ogni faziosità e ottusità. E certamente so da che parte stare, qualora si dovesse fare ancora una battaglia a difesa di tutti i piccoli cuori che iniziano il loro galoppo dentro il santuario della vita che è il corpo della loro mamma. Tenacemente e invincibilmente, sempre, contro i molti che vorrebbero stroncare quel galoppo, o meglio quel volo, proprio sul nascere”.

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