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Votare a sedici anni? Forse si potrà, la "patata bollente" spetta all'Umbria

La proposta parte direttamente dai due consiglieri socialisti Massimo Buconi e Roberto Carpinelli che hanno chiesto di abbassare al sedicesimo anno di età la possibilità di votare, ma non per le nazionali

In un’epoca dove si diventa adulti sempre più tardi, pare che ci sia chi invece voglia “bruciare” le tappe e accorciare i tempi. Promotori di una nuova proposta di legge di respiro nazionale i consiglieri socialisti, Massimo Buconi e Roberto Carpinelli, che, depositandola direttamente a palazzo Cesaroni, non chiederebbero altro che di abbassare al sedicesimo anno di età la possibilità di votare nelle elezioni regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali. Questo in sintesi quello che vogliono.

Una volta approvato il testo in sede di Assemblea legislativa, sempre se verrà approvato, spetterà però al Parlamento nazionale modificare o meno  il testo unico "223/''67". "In Italia – rilevano i due consiglieri - si registra una crisi del principale strumento partecipativo: il voto. Molti giovane potrebbero partecipare attivamente alla vita politica anche al di sotto della soglia della maggiore età. In Europa, infatti, vi è un orientamento favorevole in merito. Il Parlamento austriaco, per esempio, ha approvato a larghissima maggioranza la legge che abbassa l'età per avere diritto al voto da 18 a 16 anni".

Un dibattito che comunque in Italia non è ancora mai stato trattato, perché come tengono a sottolineare Buconi e Carpinelli,  “gli argomenti che si affrontano circa i giovani - aggiungono - sono solo quelli del bullismo a scuola, del motorino truccato o dei ragazzi difficili. Ma oggi, rispetto a trent''anni fa, un ragazzo di sedici anni ha maggiori possibilità di essere informato, è più consapevole e partecipe dei problemi della vita ed è molto più propositivo".

Uno strumento che ha quindi il solo intento di avvicinare i giovani al mondo della politica e responsabilizzarli attraverso la concessione del diritto di voto per l''elezione dei candidati a loro più vicini, “anche in risposta – concludono i due esponenti socialisti - alla generale disaffezione alla politica che è stata registrata negli ultimi anni

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