Ex Fcu, stop ai treni per i lavori, ma non mancano le polemiche: "Pronti al presidio di protesta"

Mercoledì 13 settembre in piazza Italia, sotto la sede della Regione, si terrà un presidio di protesta dei sindacati umbri dei trasporti, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Fna Ugl e Orsa, contro la chiusura totale della linea ex Fcu

Stop ai treni a partire dalla mezzanotte del 12 settembre per continuare il restyling della ex Ferrovia centrale umbra, ma non senza polemiche. Se da una parte l’assessore Chianella ha garantito l’attivazione di  pullman sostitutivi sull’intera tratta che toccheranno tutte le stazioni ed apertura dei primi cantieri, a cominciare da quello tra Umbertide e Città di Castello, i sindacati umbri dei trasporti sono pronti alla protesta.

Mercoledì 13 settembre alle ore 9.30 a Perugia, in piazza Italia, sotto la sede della Regione, si terrà un presidio di protesta dei sindacati umbri dei trasporti, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Fna Ugl e Orsa, contro la chiusura totale della linea ex Fcu. Già nella giornata di venerdì, le Organizzazioni Sindacali hanno incontrato la dirigenza di Umbria Mobilità spa, soggetto gestore della linea ferroviaria ex FCU, in merito all’annunciata sospensione del servizio commerciale prevista a partire dal giorno 13 settembre.

“Se da una parte appare chiaro il percorso a lungo termine, con il subentro di RFI come gestore della linea ed esecutore materiale dei lavori strutturali previsti (51 milioni di euro), dall’altra non possiamo girarci dall’altra parte rispetto a quanto sta avvenendo”.

“Rimaniamo infatti convinti che la sospensione del servizio doveva e poteva essere evitata. Probabilmente se si fosse fatta la manutenzione corrente, si sarebbe evitata la chiusura e gli interventi strutturali previsti (51 milioni di euro, come già detto) sarebbero stati svolti in continuità di esercizio. Chiediamo pertanto che per una volta i responsabili di tale situazione ne rispondano, poiché a pagare altrimenti sono solo i cittadini umbri e i lavoratori di Umbria Mobilità e Busitalia (capistazione, macchinisti e Capitreni), con cui si fatica a trovare una soluzione rispetto al ricollocamento”

“Come organizzazioni sindacali, col senso di responsabilità che ci contraddistingue, chiediamo che, senza spreco di soldi Umbri, si provveda a fare quello che non si è fatto fin ora, e cioè effettuare quella poca manutenzione che permetterebbe di mantenere in esercizio almeno la tratta Nord, importante per la mobilità umbra”. 

Anche la Cgil parteciperà al presidio di protesta: "Saremo in piazza mercoledì 13 settembre, con i lavoratori FCU sottolineando che quella importante ferrovia, che attraversa l’Umbria, non può chiudere e che occorre rilanciare la politica degli investimenti nel sistema dei trasporti. Una consapevolezza ci attraversa (e dovrebbe essere senso comune): senza un moderno sistema di infrastrutture l'Umbria non uscirà dalla crisi strutturale che la attanaglia. Chiediamo dunque alla Presidente della Regione un incontro urgente, per fare il punto su ciò che sta avvenendo e concordare risposte adeguate, per le quali tempi e modi non sono indifferenti

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