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Basta automobili in Borgo XX Giugno, scatta il progetto per rivoluzionare il quartiere

Valentina Gianfranceschi, responsabile dell’area Progetti della Cna, precisa: "Obiettivo del progetto è migliorare la funzionalità della strada urbana, affinché questa non sia più, come oggi, quasi esclusivamente uno spazio dedicato alle automobili"

Riqualificazione. E’ questa la parola d’ordine del progetto “Masterplan e/o scenari strategici co—evolutivi per la rigenerazione urbana, economica e funzionale di Borgo XX Giugno”. Come si può intuire dal titolo stesso l’iniziativa ha come scopo quello di riportare l’area di Borgo XX Giugno, luogo simbolo di Perugia, ad essere parte viva della città e spazio a disposizione degli abitanti e delle attività esistenti, anziché ad uso quasi esclusivo delle automobili.

“Il tema del recupero, della riqualificazione e della valorizzazione dei centri storici delle città sempre più spopolati, rappresenta, ormai da diversi anni, una questione di particolare rilievo che investe non solo l’ambito sociale, ma anche quello economico, turistico e urbanistico – afferma Fabrizio Salvanti, dirigente di Cna Umbria -. Dobbiamo far sì che le città tornino ad essere poli attrattivi sia in termini abitativi che turistici, attraverso la riqualificazione degli immobili, il recupero e la ridestinazione d’uso di spazi dismessi, la ricerca di soluzioni ai problemi di viabilità e traffico, l’apertura di spazi per la commercializzazione delle eccellenze produttive locali, la creazione di reti intelligenti che mettano insieme servizi trasversali. Da qui la collaborazione con il prof. Sartore per realizzare uno studio che avesse l’obiettivo di decongestionare l’area di Borgo XX Giugno dal pressante traffico veicolare”.

“Obiettivo del progetto – precisa Valentina Gianfranceschi, responsabile dell’area Progetti della Cna - era di pervenire a possibili scenari applicabili all’area di “Borgobello” per migliorare la funzionalità della strada urbana, affinché questa non sia più, come oggi, quasi esclusivamente uno spazio dedicato alle automobili, ma risponda in primis alle esigenze delle persone e della attività commerciali e artigianali che vi sono insediate. L’intenzione è quella di arrivare all’ampliamento degli spazi a disposizione degli esercizi senza ricorrere alla pedonalizzazione dell’area”.

“L’area presa in esame – afferma il prof. Sartore - ha intrapreso da qualche anno un interessante percorso di rigenerazione spontaneo, anche grazie ad una decisa azione promossa da alcune realtà associative di residenti, artigiani e commercianti della zona. Tuttavia tale processo si scontra con alcuni oggettivi limiti spaziali ed urbanistici. Il progetto dapprima ha identificato il contesto di intervento, le problematiche e l’attivazione della partecipazione di soggetti locali. Poi sono stati costruiti gli scenari e progettato lo spazio collettivo”.

“Dopo questa prima sperimentazione – conclude Salvanti - il modello, anche in termini di collaborazione tra enti, associazioni e mondo accademico, potrà essere impiegato per aree cittadine con caratteristiche e problematiche analoghe, per rendere questo approccio una strategia di sistema e una buona prassi su tutto il territorio”.

Si tratta di un progetto nato dalla collaborazione tra Cna Umbria e la facoltà di Ingegneria dell’Università, finanziato dalla Camera di Commercio di Perugia e curato da Mariano Sartore, urbanista, docente di Pianificazione dei trasporti e di Progettazione urbanistica presso la facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia, nonché coordinatore del master di 2° livello sulla riqualificazione urbana presso lo stesso ateneo.

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