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Energia pulita con il progetto 1000 Tetti Solari, una sfida positiva per l'Umbria

Un bilancio positivo per i 5 anni di attività del progetto "1000 Tetti Solari", che ha permesso a 1.500 famiglie umbre di usufruire di un progetto di economia sociale unico in Umbria

Traguardi, bilanci e successi che puntualmente arrivano a delineare i punti saldi di un progetto innovativo per l’Umbria; la concreta opportunità di un’economia sociale che possa assumere, ora più che mai, un modello di mercato innovativo svincolato da meri interessi economici, ma che punti alla riflessione dei nuovi paradigmi a cui l’Europa si sta già adeguando da tempo.

E se 1.500 famiglie umbre, hanno potuto oggi sperimentare e misurarsi con forme di energia elettrica alternativa, è grazie all’innovativo progetto 1000 Tetti Solari”, nato dall'impegno del Consorzio Abn nel settore delle Fonti rinnovabili.

Un progetto nato nel 2010 e che in cinque anni, ha permesso alla nostra regione l’installazione di impianti fotovoltaici su 1500 tetti, dando così vita ad una vera e propria centrale elettrica di privati in Umbria in grado di produrre oltre 5.000.000 di kWh all’anno.

Tra i benefici, oltre che ad una riduzione importante di emissioni di CO2, un risparmio di costi energetici che oscillano tra i 500/700 euro l’anno per famiglia, un abbattimento delle spese derivanti dall’autoconsumo (il consumo istantaneo dell’energia solo quando l’impianto è acceso) e gli incentivi del GSE, la società  operante nel settore dell'energia rinnovabile che fornisce incentivi e sgravi fiscali per la realizzazione di appositi impianti. Ma c’è di più; perché se il fulcro della questione non va sviscerato solo in termini di risparmio economico, si evince, ora più che mai, l’urgenza di intraprendere future linee guida che trascendano semplici logiche di mercato, ma instaurino mentalità collettive consapevoli che diano risposta, in termini di adeguamento, alle energie alternative.

Ed è per questo, che dopo 5 anni, la società 1000 Tetti Solari, antepone a polemiche e strumentalizzazioni, dati certi su un progetto con echi nazionali che ha dato l’imput, all ’Umbria, di reagire al ad un mercato legato  al profitto, sottolineando la necessità di un’economia sociale con al centro la  comunità e suoi i cittadini in grado di autoconsumare energia e determinare nuovi slanci positivi nei settori innovativi.

Ed è proprio Andrea Fora, Presidente del Consorzio Abn di Perugia (socio di maggioranza della società 1000 Tetti Solari), a evidenziare (stamane in una conferenza stampa) i successi e le concrete possibilità in termini sociali ed economici, che le famiglie umbre hanno potuto usufruire in cinque anni dall’attuazione del progetto; 1.500 impianti fotovoltaici con una potenza pari a 3kWp, un risparmio di 9.000 kg al giorno per vent’anni (con un esborso inziale di circa 700 euro per gli adempimenti di natura amministrativa), una nuova consapevolezza al consumo ed all’impatto che quest’ultimo provoca nell’ambiente in cui viviamo.

 Il Consorzio Abn, che riunisce 53 cooperative in tutta Italia (29 in Umbria), e che opera nel settore del sociale, è da tempo impegnato in settori innovativi e tra i primi a credere nel successo delle energie alternative in Umbria; orizzonti a cui sempre più si andranno a cercare risposte per intraprendere modelli alternativi per reagire alla criticità dell’impatto ambientale.

E se “l’universo” delle normative nel campo degli impianti fotovoltaici risulta, a volte, di complessa natura, tanto da aver costretto alcune famiglia umbre a rivolgersi all’Associazione Federcosumatori ( in seguito all’attuazione della Delibera 578 del 12/03/2013 dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas AEEG), la società proprietaria degli impianti (1000 Tetti Solari) ed il Consorzio Abn, assicurano la massima vicinanza ai privati per affrontare le modifiche previste dalla normativa. Nuove normative, che di fatto impongono al cliente di tornare titolare del contratto di fornitura elettrica, contratto fino ad oggi a nome della Società 1000 Tetti e da esso gestito, e di scegliere un nuovo fornitore elettrico tra quelli operanti nel mercato della libera energia o in quello di maggior tutela. Una trasformazione delle attività amministrative, che non impedirà agli utenti di continuare ad incassare gli incentivi da parte del GSE, a prescindere dall’operatore scelto.

Aldilà di normative, polemiche, dibattiti, rimane la sfida ad un confronto aperto, possibile ed auspicabile verso le nuove frontiere di energia alternativa.

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