La seconda vita degli oggetti, via al progetto: in Umbria nasceranno undici centri di riuso

L'Umbria si doterà di una rete di undici centri di riuso dove si potranno conferire mobili, elettrodomestici ed altri beni che possono essere riutilizzati prima di entrare nel circuito della gestione dei rifiuti

 “L’Umbria si doterà nel giro di un paio d’anni di una rete di undici centri di riuso dove si potranno conferire mobili, elettrodomestici ed altri beni che possono essere riutilizzati prima di entrare nel circuito della gestione dei rifiuti: un altro tassello importante del programma di azioni con cui la Regione interviene per favorire la prevenzione e la riduzione della produzione dei rifiuti”. A sottolinearlo è l’assessore regionale all’Ambiente, Fernanda Cecchini.

 “Sono state undici – spiega – le domande di partecipazione pervenute dalle amministrazioni comunali per il bando regionale per la concessione di contributi, fino a un massimo di 75mila euro ciascuno, a sostegno della realizzazione e dell’allestimento dei centri di riuso. Tutte ritenute ammissibili. Con la dotazione finanziaria iniziale, quasi 600mila euro, sono stati finanziati i primi otto progetti in graduatoria: quelli di Corciano, Panicale, Gubbio, Marsciano, Perugia, Gualdo Tadino, Assisi e Foligno”.

“Per rafforzare la promozione e la diffusione sul territorio regionale di questi centri, la Giunta regionale – prosegue - ha destinato 225mila euro del fondo derivante dall’ecotassa, il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, al finanziamento degli altri tre progetti, presentati dai Comuni di Umbertide, Terni e Bastia Umbra, esaurendo così l’intera graduatoria”.

 “I centri di riuso – rileva l’assessore Cecchini - oltre che per la prevenzione della produzione dei rifiuti, svolgono un ruolo importante per diffondere la cultura del riuso dei beni basata su principi di tutela ambientale e di solidarietà sociale, proponendosi, tra l’altro, come sistema concreto di aiuto alle fasce disagiate della popolazione, consentendo la possibilità di acquisire a titolo gratuito beni usati, ma ancora idonei ad un efficace utilizzo. Destinando a una ‘seconda vita’ la vita degli oggetti, costituiscono una buona pratica per produrre meno rifiuti”.

  “Contrastiamo così anche la cultura dell’usa e getta – dice ancora l’assessore - e il diffuso fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, dei furti nei centri di raccolta e del prelievo dai cassonetti. La realizzazione dei centri di riuso, inoltre, potrà generare nuove forme di lavoro garantendo una possibilità occupazionale alle persone senza impiego”.

I centri di riuso sono costituiti da locali o aree coperte, presidiati ed allestiti, dove si svolgono attività di consegna e prelievo di beni usati ancora utilizzabili. Nelle strutture attrezzate, realizzate e gestite secondo le linee guida regionali, i cittadini potranno consegnare beni quali mobili ed elementi di arredo, elettrodomestici, giocattoli, indumenti, apparecchiature elettriche ed elettroniche, beni informatici, casalinghi, biciclette, materiali edili e altri beni, prima che siano conferiti nei centri di raccolta quali rifiuti.

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 I centri di riuso saranno possibilmente integrati con le attività di raccolta effettuate presso i centri comunali di raccolta dei rifiuti già attivi sul territorio, per poter intercettare, prima che diventino rifiuto, il maggior quantitativo di beni ancora utilizzabili.

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