Si possono bocciare gli studenti dopo un anno in Dad?

La domanda, si direbbe, sorge spontanea, dato che nelle ordinanze ministeriali rimane il voto di ammissione all'esame di stato, che nel 2020 era stato cancellato. Le preoccupazioni dei presidi sui possibili ricorsi al Tar

Scuola in dad da un anno ormai, con regole non sempre chiare. Dopo aver pubblicato le ordinanze con le direttive per gli esami di terza media e di maturità, uno dei tormentoni di adesso, infatti, è la domanda se con la scuola in dad si può bocciare o meno.

Se lo chiedono in molti, e come riporta il Corriere della Sera, i presidi attendono un'ordinanza del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che indichi le modalità operative degli scrutini di fine anno. 

Esami di maturità

Pare che in merito al Ministero non ci sia in preparazione alcun provvedimento, ma il ministro Bianchi, nel varare le nuove regole per la maturità, ha previsto che quest’anno resti valido anche il giudizio di ammissione, che l’anno scorso era stato invece eliminato. Ciò significa che il Consiglio di classe può anche non ammettere un alunno all'esame. Unica deroga prevista per il requisito della frequenza: significa che quegli studenti che non sono riusciti a frequentare in Dad per problemi legati alla connessione o altre difficoltà possono essere comunque ammessi all'esame.

Il ministro si è espresso invece contrario alla possibilità di promuovere tutti con il 6 politico: "Sono i consigli di classe a decidere le valutazioni", ha affermato in più occasioni, basandosi sul fatto che i professori conoscono bene le singole situazioni degli studenti e che un provvedimento nazionale in merito non sia necessario.

"Quello che posso dire - afferma David Nadery, preside dell'Istituto Cassata-Gattapone di Gubbio - è quello che abbiamo fatto anche l'anno scorso: bocciare con molta parsimonia, e solo nei casi in cui non ci sia alcun elemento di valutazione e l'andamento deficitario del'alunno, o le sue assenze, non siano imputabili esclusivamente alla difficoltà del periodo, a problemi di connessione etc... D'altronde questo anno scolastico non mi pare diverso dal precedente, e di certo non meno complicato e difficoltoso per tutti: le scuole superiori hanno fatto ad oggi neanche un mese completo di presenza, ed è quindi anche difficile valutare gli alunni in termini relativi (cioè, confrontare l'eventuale andamento in presenza con quello determinato poi dalla distanza, cosa che avevamo utilizzato l'anno scorso)".

La difficoltà di valutare le situazioni

Con le scuole superiori che rischiano di rimanere chiuse in molte regioni fino alla fine dell'anno scolastico, valutare le singole situazioni può non essere facile: è quanto affrma al Corriere Antonello Giannelli, a capo dell’Associazione nazionale dei presidi: "Non credo che sia utile la promozione automatica, ma non ci potrà neppure essere troppo rigore, bisognerà tenere conto del disagio di un anno così travagliato distinguendo almeno tra chi si è impegnato anche se non ha raggiunto gli obiettivi e chi no. Nei casi dubbi si potrebbe promuovere con l’obbligo di recupero".

Il timore dei ricorsi

Secondo gli studenti, in una simile situazione sarebbe da eliminare la bocciatura. Così afferma al Corriere Luca Redolfi del Forum delle associazioni studentesche:
"Servirebbe una riflessione sulla valutazione, ci sono state troppe difficoltà di connessione e stress psicologico. Ma il ministro finora non ci ha incontrati".

Quello che temono professori e presidi sono i i ricorsi al Tar contro le loro decisioni. In ogni caso si attendono nuove decisioni sulla questione da parte del Ministro dell'Istruzione Bianchi. Grazie ad una norma approvata a dicembre non serve più una legge per cambiare gli esami di Stato ma basta una sua ordinanza.

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