"La didattica a distanza non è il futuro, vogliamo relazioni reali", lo dicono gli studenti in un'indagine online

L'Osservatorio dell'associazione Terre des Hommes e di ScuolaZoo ha compiuto una ricerca on line su 5000 studenti nei confronti della didattica a distanza: emerge lo spaccato imprevisto di una generazione che chiede ancora rapporti umani

In questa situazione drammatica di emergenza sanitaria nazionale senza precedenti, il settore della scuola è stato tra i primissimi a doversi adattare, modificando le modalità di trasmissione delle competenze per evitare il contagio da Coronavirus, attivando la didattica a distanza. Così, tutte le scuole di ogni ordine e grado, nonché le università hanno prontamente risposto al meglio alle nuove necessità, con risultati anche molto soddisfacenti, come ha raccontato nella nostra intervista una dirigente scolastica di una scuola umbra.

Esiste però un altro lato della medaglia, emerso dalla viva voce dei protagonisti (studenti in questo caso) nell’indagine on line "La scuola digitale per la Generazione Z”, promossa da Terre des Hommes e ScuolaZoo su un campione di 5.000 studenti delle scuole secondarie italiane. I ragazzi sono stati intervistati sull’impatto che l'emergenza Covid-19 sta avendo su di loro e quali scenari futuri si aspettano per la loro vita.

Ciò che è emerso è che con l’uso della DAD si sono acuite disuguaglianze e isolamento didattico mettendo, di fatto, a repentaglio il diritto allo studio e l'accesso ad un'istruzione di qualità. Sebbene il 97,8% degli studenti intervistati abbia seguito le lezioni online, solo il 10% crede che questo abbia migliorato la qualità dell'apprendimento mentre per il 42,4% questa è peggiorata. Sette ragazzi su 10 ritengono di ricevere un carico maggiore di compiti e il 60% teme che gli insegnanti non riusciranno a concludere il programma entro la fine dell'anno scolastico. Tuttavia, il 58% crede che la chiusura delle scuole non influenzerà in modo decisivo il voto in pagella. 

Un’attenzione speciale è stata dedicata nella ricerca ai maturandi che, in base ai dati, sembrano essere la fascia di studenti più preoccupati per la situazione attuale e per il loro futuro. Quasi il 60%, infatti, pensa che la didattica a distanza abbia peggiorato la qualità dell'apprendimento, mentre il 75% dichiara di ricevere una mole di lavoro individuale maggiore ed è convinto che il programma non verrà completato. Inoltre, 1 maturando su 2 è preoccupato del fatto che tutto questo possa notevolmente influenzare il risultato finale dell'esame.

Ragazzi tecnologici, ma la scuola è un’altra cosa

E quando ai ragazzi si chiede se pensano che la didattica a distanza avrà un futuro anche nella fase 2 dell'emergenza, ritengono – e probabilmente sperano – che la scuola tornerà presto alla normalità, abbandonando il sistema della didattica online. Solo una minoranza (due studenti su 10) pensa che anche quando si tornerà alla normalità, la didattica a distanza potrebbe avere una qualche utilità.

Questo dato in particolare ci dovrebbe far riflettere sul fatto che i ragazzi, seppur immersi costantemente nell’ambiente digitale, reclamano come una necessità insostituibile vivere dei rapporti sociali fatti di vicinanza e di presenza, anche da parte della comunità educante.

Allargando poi lo sguardo a come i ragazzi hanno vissuto questi mesi di quarantena forzata, ai loro nuovi hobby scoperti in casa e a come sono cambiate le loro abitudini, dall'Osservatorio di Terre des Hommes e ScuolaZoo emerge che i ragazzi desiderano tenersi informati sulla crisi sanitaria e lo fanno soprattutto attraverso la tv (88%) e siti online di news (58%).

Altra sorpresa: i canali tradizionali battono quindi i social network, che rimangono però i canali più utilizzati per mantenersi in contatto. Nonostante, infatti, il fiorire di nuovi software per organizzare videochiamate, Whatsapp e Instagram restano i preferiti. Inoltre, si scopre che, la generazione più "social” di tutte stia sfruttando l'occasione per dedicarsi anche ad altri hobby: il 73% guarda cinema e serie tv, il 52% ha iniziato a giocare agli e-sport e il 42% ha scoperto la passione per la cucina.

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Anche sul futuro, i giovani ci danno una grande lezione di realtà: infatti il 62% degli studenti dichiara che non continuerà a incontrare gli amici via chat e più di 1 su 3 che abbandonerà le abitudini prese in isolamento. Di fondo, infatti, un ragazzo su due (48% del campione intervistato) ha dichiarato che l'isolamento sociale lo ha reso più triste, solo una piccola minoranza (il 4%) invece si è sentita più felice.

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