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Giovedì, 18 Aprile 2024
Formazione

Una giornata speciale all'Università di Perugia con Umberto Galimberti e i giovani talenti

Si è tenuto ieri l’evento “Spazio ai giovani talenti”, in memoria di Carlo Lorenzini, con l’attribuzione di borse di studio a futuri architetti, giornalisti e commercialisti

La cultura e la formazione sono valori fondamentali per la Fondazione Carlo Lorenzini, che anche quest’anno ha voluto premiare i giovani talenti con delle borse di studio in occasione della nuova edizione di “Spazio ai giovani talenti” che si è svolta mercoledì 6 dicembre nell’Aula Magna del rettorato dell’Università di Perugia, in memoria di Carlo Lorenzini, scomparso prematuramente nel 2010 in un incidente in moto. 

A rendere ancora più speciale la giornata è stata la lezione del filosofo Umberto Galimberti, che ha presentato il suo libro “L’etica del viandante”, in cui riflette sulla necessità di costruire una nuova etica in una società dominata dalla tecnica.

L’incontro si è aperto con una suggestiva esibizione del coro dell’ateneo e per questa edizione la Fondazione ha scelto di indirizzare le risorse su tre diverse iniziative che interessano altrettante categorie professionali: architetti, giornalisti e commercialisti.

La prima ha premiato con un viaggio a Rotterdam offerto dalla Fondazione Giulia Pauselli, Luigi Seghetta e Luca John Edward Szokolay, i tre studenti che con il progetto ‘Infinito al cubo’ hanno vinto il concorso University Chapel attivato nell’ambito dell’insegnamento di ‘Architettura e composizione 1’ del corso di laurea magistrale a ciclo unico in ‘Ingegneria edile-Architettura’ tenuto dal professor Paolo Belardi.

La seconda consiste nel sostegno all’Academy del giornalismo, iniziativa nata dalla collaborazione tra la Scuola umbra di Amministrazione pubblica, l’Ordine dei giornalisti dell’Umbria e quello nazionale, il Coni regionale e nazionale e la delegazione umbra dell’Unione stampa sportiva italiana che consentirà a 10 ragazzi under 30 aspiranti giornalisti sportivi di partecipare a un percorso formativo di 2 anni. Una iniziativa che, come sottolineato dal consigliere dell’Ordine regionale dei giornalisti, Stefano Giommini, e da Antonello Ferroni, rappresentante dell’Ussi – Unione stampa sportiva, vuole essere un incentivo per i giovani che vogliono intraprendere una professione, quella giornalistica, che sta vivendo un momento di particolare difficoltà.

Infine, la Fondazione erogherà 10 borse di studio del valore di 480 euro ciascuna che consentiranno ad altrettanti tirocinanti dottori commercialisti di sostenere un corso di studi finalizzato all’approfondimento delle tematiche della professione e propedeutico all’esame di Stato presso la Scuola di Formazione alla professione di Dottore commercialista istituita, nata dalla collaborazione tra la Facoltà di Economia dell’Università di Perugia e l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Perugia. Come evidenziato dal direttore della scuola Filippo Riccardi e dallo stesso presidente dell’Ordine, Enrico Guarducci, anche per i futuri commercialisti, alle prese con un nuovo modello di esercitare la professione, la formazione è uno strumento sempre più essenziale.  

Nel concludere la premiazione il presidente Massimo Monni ha ribadito che tutte le iniziative messe in campo dalla Fondazione rappresentano anche un “contributo per contrastare la crescente fuga dei nostri giovani all’estero, giovani in cerca di maggiori occasioni professionali e di una vita più dignitosa a fronte di uno scenario socio-economico così complesso per il nostro Paese”. Inoltre, ha annunciato che la Fondazione per il prossimo anno si mobiliterà con iniziative in favore delle donne.

Uno scenario che il filosofo, accademico, psicanalista e giornalista Umberto Galimberti nel presentare il suo libro ‘L’etica del viandante’ ha descritto come dominato da una tecnica diventata padrona del mondo “alla quale non possiamo contrapporre né l’etica né la politica, in quanto l’etica e la politica non possono chiedere alla tecnica, che può, di non fare ciò che può, dato che non si è mai visto nella storia che uno non fa quello che può fare. L’etica quindi diventa patetica nei confronti della tecnica”. 

La soluzione? L’unica etica possibile, sottolinea Galimberti, è quella del viandante che, a differenza del viaggiatore, non ha meta. Il suo percorso nomade, tutt’altro che un’anarchica erranza, si fa carico dell’assenza di uno scopo. Una nuova etica, dunque, basata sul recupero del patrimonio culturale comune, sulla valorizzazione del pensiero critico e sul superamento di qualsiasi confine, ideologico, antropologico, geografico.

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