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Formazione

L’inclusione e l’innovazione del progetto Erasmus+ SteamigPower dell’Università di Perugia

Presentato il corso di formazione avanzata di migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Don Marco Briziarelli: “Bisogna mettere in risalto la bellezza dell’incontro è dello scambio”

Lo scrittore italiano Ignazio Silone scriveva: “Sopra le teorie si può costruire una propaganda ma sopra i valori si può fondare un nuovo tipo di convivenza tra gli uomini”. E proprio sui valori dell’inclusione e della cooperazione fra i popoli si fonda il nuovo progetto dell’Università di Perugia presentato oggi, mercoledì 22 maggio, al cospetto della nuova generazione che andrà in futuro a tessere fili di una convivenza pacifica tra esseri umani. 

Le studentesse e gli studenti del Liceo Pieralli e dell’Itts Volta di Perugia hanno riempito la sala dei Notari prestando orecchio, a volte con attenzione a volte meno, alle parole dei responsabili del Progetto Erasmus+ SteamigPower, un’iniziativa formativa finalizzata alla formazione avanzata per migranti, rifugiati e richiedenti asilo. 

Il progetto, di durata triennale mira a sviluppare nuovi percorsi formativi in ambito Steam, acronimo di scienze, tecnologia, ingegneria, arte, matematica, da erogare ad almeno 250 migranti, rifugiati e richiedenti asilo, preferibilmente donne e/o minori e ad alunni della scuola secondaria superiore.

I corsi Steam saranno dedicati anche ai temi dei cambiamenti climatici, dello sviluppo sostenibile, dell’edilizia ecologica, delle energie sostenibili e rinnovabili, e delle cosiddette 5 R: Riduzione, Riuso, Riciclo, Raccolta, Recupero, settore, quest’ultimo, coordinato dall’Università di Perugia. 

Insomma nel progetto si intrecciano valori umani quali uguaglianza e fraternità che sono stati ben spiegati dagli interventi dei docenti dell’ateneo, con una contagiosa alacrità dalla professoressa dell’Università di Perugia, Silvia Fornari, e dal direttore Caritas Diocesana di Perugia-Città della Pieve, Don Marco Briziarelli, che in primis si sono rivolti ai giovani ascoltatori presenti in sala. 

Fornari ha messo in luce come la disparità di genere influenzi profondamente la vita quotidiana, con un impatto particolarmente forte sugli adolescenti. Ha spiegato che queste differenze sono radicate in un contesto socioculturale che modella le aspettative e i comportamenti. Dunque un fenomeno complesso che si intreccia con la cultura, l’educazione e le opportunità economiche. 

“Quello che siamo chiamati a fare, e questo progetto rientra pienamente in questo contesto, è un’esaltazione delle nostre peculiarità, delle nostre differenze che possono vivere insieme, che possono camminare in comune. Bisogna mettere in risalto la bellezza dell’incontro è dello scambio” ha concluso Don Marco Briziarelli. 

Non si può concepire un futuro di formazione e accoglienza senza affrontare la problematica della povertà e del divario di genere. Non è possibile aspirare a prospettive positive dimenticando che siamo tutti fratelli e sorelle. Fortunatamente durante la presentazione è stato ricordato che lo Studium perugino si impegna in questa direzione, aprendosi al mondo e a tutti i suoi popoli. 

Il progetto vede la collaborazione di prestigiose istituzioni europee, tra cui proprio l’Università di Perugia e la capofila Università di Minho in Portogallo. Altri partner sono la Fondazione Solidarietà dell’Università di Barcellona, l’Aristotle University di Salonicco, l’Università Tecnica del Medio Oriente di Ankara e la S.E.A.L di Cipro, che si focalizza sull’educazione sostenibile e l’apprendimento attivo.

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