Sabato 11 maggio allo Zenith Adele Tulli con "Normal", per confrontarsi con Perugia sui temi complessi dell'identità di genere

“Normal” osserva e racconta i rituali sociali, per ognuno dei generi, nei contesti più ordinari e familiari, pubblici e sociali. Insomma: un viaggio alla ricerca di quello che si definisce “normalità”, in un contesto ironico e spiazzante

Sabato 11 maggio viene allo Zenith Adele Tulli per confrontarsi con Perugia su temi complessi, e di grande attualità, come l’identità di genere. La regista presenta il docufilm “Normal”, vincitore del Concorso internazionale documentari Real Lovers della 34.ma edizione del Lovers Film Festival – Torino  LGBTQI Visions. L’opera ha partecipato alla Berlinale 2019 suscitando vivo interesse.

Seguendo la linea culturale dello Zenith di incontri con l’autore, il film viene proposto alle 19:30. L’autrice incontrerà il pubblico perugino sia prima che al termine della proiezione. A coordinare l’evento il critico Andrea Fioravanti. Il concetto che caratterizza il prodotto consiste nella convinzione, di carattere sociale e antropologico, che il genere definisca e orienti il nostro agire quotidiano, influenzandone gesti, desideri, comportamenti e aspirazioni. Il discorso verte dunque sulle dinamiche di genere nell’Italia di oggi, raccontate attraverso un mosaico di scene di vita quotidiana, dall’infanzia all’età adulta. 

Le sequenze e i personaggi sono dunque espressione dell’identità che si rivela in palestra o in spiaggia, in discoteca, in chiesa, in un parco giochi o al centro estetico. “Normal” osserva e racconta i rituali sociali, per ognuno dei generi, nei contesti più ordinari e familiari, pubblici e sociali. Insomma: un viaggio alla ricerca di quello che si definisce “normalità”, in un contesto ironico e spiazzante.

Sarà possibile superare gli stereotipi e le convenzioni di genere? Sono passati oltre quarant’anni da quando leggemmo “Dalla parte delle bambine”, di Elena Gianini Belotti: un libro veramente educativo che ci raccontò gli equivoci e le convenzioni che presiedono all’identità personale e sociale. Dichiara Adele Tulli: “Ho cercato di riflettere su ciò che è invisibile, totalmente normalizzato e quotidiano. Non volevo dare delle risposte, ma porre degli interrogativi”. Posizione impeccabile. Un film, dunque, quanto mai necessario.

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