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Visti per Voi - Al Cucinelli di Solomeo un grande beckettiano Finale di Partita

Al Cucinelli di Solomeo un grande “Finale di Partita”. Lo ha offerto la Compagnia Mauri-Sturno, sodalizio artistico e personale, fondato nel 1981

Al Cucinelli di Solomeo un grande “Finale di Partita”. Lo ha offerto la Compagnia Mauri-Sturno, sodalizio artistico e personale, fondato nel 1981.

I due grandi attori hanno proposto, negli anni,  un repertorio di classici: da Sofocle a Shakespeare, da Pirandello a Brecht, oltre a diversi autori contemporanei. Stavolta si sono cimentati con un testo di Beckett, intorno al quale avevano sperimentato varie messe in scena, poi rinunciate.

Un testo difficile, che è stato letteralmente “bevuto” dagli spettatori, entusiasti per una proposta teatrale di folgorante attualità. I quattro personaggi in scena stanno nel ruolo. Elisa di Eusanio e Mauro Mandolini rendono efficacemente la sofferenza claustrofobica di chi ha subito il morso della vita. Mauri e Sturno giganteggiano nei rispettivi personaggi. La regia di Andrea Baracco è filologica e innovativa.

Il teatro beckettiano, definito “dell’assurdo”, si presta – oggi più che mai – a raccontare il male di vivere. La messa in scena riflette la concezione farsesca e tragica dell’avventura esistenziale, con un attraversamento doloroso e inesplicabile. All’inizio pare che lo spettacolo stenti a prendere i giri, ma poi è tutta una corsa verso un finale in cui dramma e farsa sono tutt’uno. Se ne esce più che mai persuasi che il percorso della vita si traduca in un inestricabile labirinto in cui non ci sono più finestre. E dal quale è impossibile intravvedere una luce di speranza.

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