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Rubrica "Visti per Voi": "Classe di ferro" al Mengoni, l'età che avanza senza banalizzare mai..,

Visto e apprezzato al Mengoni “Classe di ferro”, di Aldo Nicolaj: uno spettacolo di risonanza internazionale, rappresentato da numerose compagnie in tutta Europa. Anche perché, ormai, l’invecchiamento della popolazione, con temi e problemi connessi, rappresenta una diffusa questione sociale. Tema delicato, da trattare con mano leggera, per evitare di cadere nel pietismo e nella banalizzazione. Lo sviluppano, con spunti di umorismo, tre leoni del palcoscenico: Giuseppe Pambieri, Paolo Bonacelli e Valeria Ciangottini. Sì, proprio la ragazzina quattordicenne del finale de “La dolce vita”… rimasta incredibilmente fresca e lieve. I tre, caratteri e stili di vita diversi, s’incontrano in un giardino, riconoscendosi nella comune condizione anagrafica ed esistenziale.

A parole, spensierati. Nei fatti… disperatamente soli. Tra la mala sopportazione dei figli e l’indifferenza dei nipoti, consapevoli di costituire un peso. Pronti, malgré soi, a far fagotto per l’ospizio, ove i cari familiari intendono spedirli senza biglietto di ritorno. Ma la ribellione contro tutto questo li induce a tentare una fuga, per trovare un luogo dove vivere della propria pensione, evadendo dalla città che spersonalizza, per rifugiarsi in un mitico paese, dove siano di casa rispetto e umanità.

Ma il destino, cinico e baro, interrompe questo sogno di evasione in un impossibile eden dei vecchi. Il futuro dei quali sta, implacabilmente, “dietro le spalle”. E due di loro si ritrovano a dover fare mestamente i conti con un ritorno alla ineludibile realtà. Quella “classe”, che si riteneva “di ferro” si rivela di latta. O, forse, di carta. Hai voglia a dire che l’esperienza tempra! La vecchiaia è l’anello debole della catena generazionale: non c’è saldatura che possa rinforzarlo. Splendidi gli attori, essenziali ed efficaci le scene. Tanti gli applausi a scena aperta. Per scoprire che quel racconto ci tocca un po’ tutti: alcuni subito, altri domani. Forse.

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