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Visti per Voi: “Prego, si accomodi”… e si metta in mutande

“Prego, si accomodi”… e si metta in mutande! L’ultimo lavoro di Mariella Chiarini, capocomico del Canguasto, è quanto di più divertente e spiritoso ci si possa attendere dagli oliati meccanismi del vaudeville. La primadonna del teatro Bicini è stata in grado di realizzare, con tempismo e attori di vaglia, la sarabanda tipica del varietà, scritta dal vulcanico Marc Camoletti. L’ha anche trasferita, armi e bagagli, nell’italico contesto, con pennellate di idioma perugino. Offrendoci, in aggiunta, il ritratto di una matura matrona in età che si esprime in una superba parlata tra l’umbertidese e il castellano.

Le dinamiche della vicenda rispecchiano gli intrecci e le agnizioni del genere.

Uno dei meriti della Chiarini è quello di avere una visione del teatro a largo raggio. Difatti, sceglie regolarmente di mettere in scena se stessa e le colonne della sua compagnia (Daniela e Alberto Isidori, Elisabetta Zamperini) dando spazio a giovani generazioni di attori, dotati di sicuro talento. Lo spettacolo gira alla perfezione e presenta situazioni fondate sull’equivoco che porta a confondere un aspirante amoroso con un potenziale affittuario, un apprendista musicista con un nerboruto modello per pittori.

La parte femminile consta di ruoli per una squattrinata docente di pianoforte, una pittrice di situazioni “in peplo”, una servetta in attesa smaniosa dell’uomo della sua vita, una padrona di casa (la stessa Chiarini, in spolvero strepitoso) smaniosa di locare l’appartamento urbano e ritirarsi in campagna. Al centro degli equivoci, una serie di inserzioni sul giornale, caratterizzate da abbreviazioni inusuali, tali da scatenare la confusione. Se mai ce ne fosse bisogno.

Giovani e meno giovani (l’ancora aitante Alberto Isidori)  si privano, con scarsa ritrosia, di scarpe e calzini. Non esitano, quindi, ad esibire boxer dai disegni coloratissimi e mettersi in situazioni in cui il (semi)nudo non  fa erotismo, ma comicità. In scena fino al 3 dicembre. Peccato perderlo.

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