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VISTI PER VOI Piccoli crimini coniugali al Teatro Morlacchi

Al Morlacchi “Piccoli crimini coniugali”, dall’omonimo romanzo di Eric Emmanuel Schmitt, da cui è tratta la commedia in nero (con pennellate in rosa), portata in scena da Michele Placido – spesosi anche per adattamento e regia – con la complicità di Anna Bonaiuto

Al Morlacchi “Piccoli crimini coniugali”, dall’omonimo romanzo di Eric Emmanuel Schmitt, da cui è tratta la commedia in nero (con pennellate in rosa), portata in scena da Michele Placido – spesosi anche per adattamento e regia – con la complicità di Anna Bonaiuto. Gioco al massacro o commedia degli  equivoci? L’impossibilità – nel matrimonio – di essere sinceri o la voglia di scoprire quanto falso sia il coniuge?

Gilles e Lisa, sono una coppia ordinaria, che tira avanti un trend regolare, piatto, di reciproca sopportazione, fino alla noia. Ma il fuoco cova sotto la cenere. Fino a quando lo scrittore di gialli si trova egli stesso al centro di un giallo. Un “incidente” domestico lo ha portato alla perdita della memoria: ragiona, ma non ricorda. Ora, la questione da stabilire è se la botta in testa sia frutto del caso o non ci sia, piuttosto, qualcuno (la moglie) che gliel’ha sferrata per insofferenza e gelosia.

Altra faccenda che interroga lo spettatore è se la memoria sia veramente sparita o se Gilles simuli, per scoprire quale profilo la moglie intenda far transitare nella sua costruenda personalità. Tra rancori mai sopiti, gelosie, incomprensioni: verità camuffate da bugie e falsità mascherate da verità.

Insomma: si fa a chi mente di più. Per scoprire che quella coppia, apparentemente affiatata, è costituita da due perfetti estranei. Meno male che almeno il sesso funziona, anche se lei si ritira per il timore di essere posseduta senza amore. Si spiegano così le battute tra l’amoroso e il perfido, con qualche spunto di paradossale comicità. E il pubblico, che ha sempre bisogno di ridere, ride, a tratti. Apprezza, insomma, quella commedia, novella “guerra dei Roses”, che si propone come un paradiso di bugie o, forse, un inferno di verità.

Ma, insomma, quali sono i crimini e chi il colpevole? È stato scritto che l’amore è l’unico delitto in cui c’è bisogno di un complice. Qui c’è la coppia, ma la complicità lascia a desiderare.

Avevamo visto la trasposizione cinematografica di Infascelli, con Castellitto e la Buy, film impropriamente “catalogato” come noir e thriller. Ma va. Si tratta di una commedia “amara” e niente di più. E, per giunta, sufficientemente noiosa. Avevamo giudicato quel film molto (fin troppo) teatrale. La versione teatrale fa rimpiangere il film.

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