Villa Fidelia, la grande mostra: 45 artisti e una selezione unica

Bruchi che diventano crisalidi e statue pubblicamente bruciate. Una rassegna efficace ed esaustiva

Bruchi che diventano farfalle, pupe in metamorfosi e statue pubblicamente bruciate. Una rassegna, efficace ed esaustiva, la grande mostra, curata da Andrea Baffoni a Villa Fidelia di Spello. Sono ben 45 – fra pittori e scultori – gli artisti coinvolti nell’operazione che ha suscitato vasta eco non solo nel nostro territorio.

Si tratta di una selezione, a suo modo, unica per il merito e per il metodo seguiti. Ha condotto le danze Andrea Baffoni, con la complicità della Casa degli Artisti di Francesco Minelli. La selezione ha più che altro il senso di una generosa mappatura dell’esistente.

Nella iniziativa sono infatti rappresentate tendenze e linguaggi riferibili ad àmbiti vasti e diversissimi. Si vedono opere di carattere figurativo, affiancate da esperienze artistiche informali e concettuali. La figurazione è rappresentata da artisti accreditati, di robusta formazione, quali Stefano Chiacchella, che propone un paio di opere di assoluta novità. Non mancano le protomi equine di Paolo Ballerani, fortemente evocative.

La componente femminile (penso alle splendide artiste Stefania Chiaraluce e Carla Pistola) propone spesso riflessioni improntate a una chiave concettuale che trova nel colore la propria forza vitale e una vigorosa capacità semantica. Numerose anche le presenze straniere, a conferire una pennellata di internazionalità. Ma non solo tradizione. Il numeroso pubblico ha infatti potuto assistere a prestazioni di sicuro interesse e di una certa originalità.

Di particolare attrattività è stata ritenuta la “live performance”, curata da Leonardo Nobili, intitolata “Crisalide”. All’ingresso della mostra, al pianoterra, una modella nuda, la “pupa”, completamente fasciata da velina domopak, si muoveva lentissimamente uscendo da un bozzolo a forma di cilindro, realizzato in materiali cartacei naturali. Una prestazione impegnativa, data anche la temperatura particolarmente elevata, che non ha mancato di stimolare contenute pruriginosità.

Altro evento, celebrato all’esterno nel parco, è stata la combustione artistica “From the Light”, curata da Giulio Valerio Cerbella. Una scultura lignea, a grandezza naturale, è stata bruciata con getti di carburante e con stupore dei convenuti che hanno visto letteralmente andare in fumo un’opera impegnativa e laboriosa. Brand dell’operazione la frase di Goya “Il sonno della ragione produce mostri”. Filo conduttore: la ricerca di luce, principio immateriale, eppure elemento fondante dell’universo.

Rossi manichini in terrazza parevano controllare, con la loro inquietante presenza, il flusso imponente dei visitatori. Non c’è che dire. Non si tratta di assolute novità. Ma, sebbene riproposte, certe performance mantengono inalterata la capacità di stupire. 

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