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Grande inaugurazione di Velimna 2018 alla necropoli del Palazzone, al via la mitica 'festa'

Proposta di rilievo: quella di intitolare il nuovo parco ai nostri augusti progenitori (“Parco Etrusco”, la denominazione presentata)

Grande inaugurazione di Velimna 2018 alla necropoli del Palazzone, di fronte all’Antiquarium. Presenze numerose  e qualificate, servizio in diretta con Massimo Angeletti per la redazione umbra del Tg3. Presenziano esponenti della cultura cittadina (l’archeologa Agnese Massi Secondari) e della politica: dal sindaco Romizi al senatore Prisco, dall’assessore regionale Bartolini (che ha auspicato una più ampia condivisione delle nostre radici etrusche nelle scuole), alla consigliera provinciale e comunale Erica Borghesi, alla consigliera regionale Carla Casciari che tradizionalmente partecipa alla sfilata in costume etrusco.

Il presidente Antonello Palmerini ha dettagliato i numerosi punti del programma, declinando le iniziative in atto e quelle prossime sul territorio (ne abbiamo parlato nel precedente servizio). Proposta di rilievo: quella di intitolare il nuovo parco ai nostri augusti progenitori (“Parco Etrusco”, la denominazione presentata).

A seguire, la relazione dell’archeologa Luana Cenciaioli sulle emergenze storico-antiquarie della Vetusta. Di sicuro interesse l’ipotesi, suffragata da documenti, sulla retrodatazione dell’età dell’urbs perusina. Lo avvalorano reperti in quel di Settevalli con materiali e vasellame protovillanoviani. Insomma, si risalirebbe almeno al VII secolo avanti Cristo.

D’altronde sono rilevanti, a far luce sulla storia dei nostri progenitori, gli scavi sotto la cattedrale, al Verzaro, a Monteluce. E l’alfabetario di via Pellini (il fondo di un materiale fittile) documenta in maniera inequivocabile come la scrittura e la cultura fossero patrimonio della città del Lucumone.

Poi una rapida presentazione delle iscrizioni in lingua etrusca. Non solo le bende della mummia di Zagabria e la tegola di Capua, ma le nostre due straordinarie e lunghissime iscrizioni all’ipogeo di San Manno (Ferro di Cavallo) e il Cippo perugino, ampia iscrizione di carattere giuridico presente al Manu. A chiudere, il consueto momento conviviale con la mitica “panzanella” dello storico regista Gino Goti, anima e testimone della Pro Ponte.

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