Mercoledì, 16 Giugno 2021
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Un premio per onorare il nome e la memoria di Caterina Strahal, svedese-perugina

Unistra. Schubert e Schumann, ricordando Caterina. Un premio per onorare il nome e la memoria di Caterina Strahal, svedese-perugina. Era venuta a Perugia, dopo la madre – già studentessa alla Stranieri – e insegnava materie letterarie. Appassionata di sport e di musica, di arte e letteratura, di sci escursionismo e speleologia. Caterina è stata pedalatrice di vaglia, iscritta alla Cicloturistica perugina. Purtroppo è rimasta vittima di questa sua predilezione, morendo investita durante una gara amatoriale, in Svizzera. La famiglia del marito ha inteso creare un premio da assegnare a giovani musicisti formati nelle istituzioni perugine. Sul podio, la violista georgiana Madalina Teodorescu, diplomata in canto e in viola, assai legata al Conservatorio musicale Morlacchi.

Il concerto evento è stato introdotto dal Maestro Stefano Ragni, che ha pure accompagnato al pianoforte la violista. Quindi il saluto del prorettore Giovanna Zaganelli, oltre all’intervento del presidente nazionale dell’Agimus Salvatore Silivestro. Il quale ha assicurato che mai premio fu più meritato, in considerazione della straordinaria valentia della giovane violista. La sonata di Schubert “Arpeggione” (in La- D 821) in tre movimenti e la Märchenbilder (op. 113) di Schumann sono state precedute dalla lettura di due composizioni del poeta perugino Claudio Spinelli.

La prima, “La Viola”, riferita alla campana di San Francesco al Prato, dal suono melodioso e dolcissimo. La seconda “’L foco ntol camino”, a introdurre un clima elegiaco e meditativo. Le ha interpretate, da par suo, l’attore e regista Leandro Corbucci, attore della perugina Accademia del Dónca.

Spigolatura personale.
L’Inviato Cittadino è stato amico e collega di Caterina: insegnavamo insieme alla Mazzini di Magione. Abitavamo peraltro in via della Viola e qualche volta siamo andati insieme in macchina al lavoro. La ricordo colta e riservata, discreta e impegnata. Quando fu travolta e uccisa sulla strada, venne riportata a Perugia dove si tennero le esequie alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Nuova, alla Pesa. La cerimonia era stata voluta dai genitori i quali, sebbene di confessione protestante, accettavano di buon grado che potessimo seguire la liturgia cattolica nell’estremo saluto. Di persona, insieme ad altri colleghi, portai a spalla il feretro dall’ingresso della chiesa all’altare. Avvertii quel compito come un preciso dovere. Ricordare oggi Caterina, ascoltando la musica che tanto amava, mi ha riempito il cuore con la tenerezza struggente della memoria. Abbattendo il muro che divide due mondi.

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