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Umbro (d'adozione) l'autore del primo romanzo sull'evoluzionismo pubblicato in Italia: è Massimo Ippolito

Formatore e consulente aziendale laureato in scienze biologiche, esperto in biotecnologie, l'autore propone sotto le vesti del romanzo una visione critica della teoria evoluzionistica di Darwin

Una buona lettura per le imminenti vacanze natalizie arriva dalla penna di un autore umbro (sebbene d'adozione). Si tratta di Massimo Ippolito, formatore e consulente aziendale laureato in scienze biologiche, con un'esperienza decennale nel mondo della ricerca biotecnologica. Proprio da quest'ambito d'esperienza, nasce il primo romanzo di Ippolito, con il titolo: “L’anello debole” (editore Cantagalli).

L'amgomento è intrigante e decisamente sui generis: una narrazione sulla teoria dell'evoluzionismo di Charles Darwin, oggi data per assodata e divenuta un vero "dogma" scientifico, per usare un gioco di parole...

Partendo dall'assunto “Ciò di cui non si può teorizzare, si deve narrare”, come affermava l'intramontabile Umberto Eco nel celebre romanzo “Il nome della rosa”, “L’anello debole” risulta un avvincente giallo ambientato ai giorni nostri, attraverso le righe di una sorta di thriller dal finale a sorpresa, che continene una speculazione interessante e non priva di riferimenti scientifici internazionali sulla critica alla teoria dell’evoluzionismo di Darwin.

Si tratta della prima volta che l’argomento dell’evoluzionismo viene affrontato sotto le vesti del genere romanzo: l’intento dell’autore di Castiglione del Lago è infatti quello di raggiungere un pubblico più vasto rispetto agli addetti ai lavori, per i quali esistono già almeno una ventina di saggi in italiano sull’argomento.

“Quando ci si approccia alla teoria evoluzionistica - spiega Massimo Ippolito - chi si azzarda a un tentativo di critica o messa in discussione viene visto come un folle o un ignorante; viviamo nella convinzione che ciò che è scientifico è indiscutibile, per questo anche nell’opinione pubblica certe correnti di pensiero vengono imposte dal mainstream come verità assolute. Il mio intento con questo romanzo è quindi quello di avvicinare le persone a questa visione critica della realtà, su un argomento tanto importante, dal quale discende un’intera visione dell’umano”.

“L’anello debole” propone al grande pubblico questa riflessione, che oltre al contesto specifico, fa riflettere su come il pensiero dei “tanti” venga influenzato da “pochi”, tutto questo senza derive complottistiche o vittimistiche.

È lo stesso protagonista Mantoni a cambiare completamente le sue idee sull'evoluzionismo nel corso della vicenda, che lo vedrà drammaticamente implicato, sebbene egli tenda a farsi scivolare addosso la vita.

La frase-guida di Eco è appropriatamente citata nell’invito alla lettura de “L’anello debole”, a firma di Enzo Pennetta, intellettuale noto per le sue posizioni critiche verso la teoria evoluzionista ed in generale verso il neomalthusianesimo.

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