Il Segna(la)libro del settimana: scopriamo 36 di Luca Gatti e Vita Meravigliosa di Patrizia Cavalli

••• Patrizia Cavalli: Vita meravigliosa, Einaudi. È la sesta raccolta della poetessa umbra (Todi 1946) fra le più grandi del secondo Novecento e di questo primo ventennio del 2000. Una donna spigolosa, lesbica, fumatrice, critica del femminismo, innamorata della vita e solipsisticamente in perenne autoanalisi, un po’ ipocondriaca e malata per davvero, facile a innamorarsi e facile a smettere di amare, anche valente traduttrice e autrice di teatro. Soprattutto la melodiosa continuità lirica, autoironica dell’umbro Sandro Penna, l’altro gigante della poesia italiana. 

Ecco, sì, la rima nei loro i versi trionfa ( e l’ossimoro, timide iperboli, poche metafore), è il loro pentagramma semantico, la chiave che fa dei loro versi, stringati a mo’ di epigrammi detti come frustate a volte e a volte come carezze, un duraturo affresco di sarcasmo, di autoironia, di nonchalance, di abbandono al colore e al calore della musica delle parole ora bisbigliate o sussurrate ora gridate sommessamente. 

Romana di adozione, cresciuta nell’entourage di Elsa Morante, che l’aiutò a pubblicare la prima sorprendete plaquette: “Le mie poesie non cambieranno il mondo”, in questo che segnalo è presente non per caso il poemetto “Con Elsa in Paradiso” e una serie di brevi testi tutti da meditare e da gustare con acuto piacere e una punta di tristezza per la giovinezza o la vita che se ne vanno. In copertina troneggia una sestina emblematica e simbolica, l’essenza di tutto il libro bellissimo: « Cosa non devo fare / per togliermi di torno / la mia nemica mente: / ostilità perenne/ alla felice colpa di esser quel che sono, / il mio felice niente.»

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••• Luca Gatti: 36.Trentasei, Bertoni. È la storia romanzata della vita e della morte dell’avvocato perugino Mario Angeloni (1896-1936) - figlio di Publio - repubblicano, antifascista che corse in Spagna nella <guerra civile, a combattere tra le Brigate internazionali il colpo di stato di Francisco Franco, sostenuto con truppe e armi da Mussolini e da Hitler. Narra la vicenda un personaggio inventato, e altri alludono a persone storiche, e anche talune vicende avvenute s’intrecciano con interpretazioni dell’autore, in un affresco che raffigura un racconto perfino con pagine epiche e di eroismi. L’autore, poco più che quarantenne ha scritto, in un lasso di tempo assai dilatato, specie per le attente ricerche storiografiche e biografiche, un interessante e avvincente romanzo, e per un narratore alla prima prova ci si può dire soddisfatti, e lo si attende alla seconda, magari scremando un po’ e lavorando come gli scultori il marmo “a levare”. Il titolo, che appare in cifre e in lettere, va da sé, è l’anno della morte di Mario nella battaglia del Monte Pelato - così battezzato da lui - il 28 agosto 1936, a quarant’anni. Eroe non per caso.

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