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U.J.2014: Il ritorno dello storico duo Herbie Hancock e Wayne Shorter

Una serata che già si preannuncia un successo: mercoledì 16 luglio, sul palco dell'Arena, torna quel perfetto duo formato dal pianista Hancock e dal sassofonista Shorter. A seguire, la musica giamaicana e il jazz americano con il celebre Monty Alexander

Siamo nel vivo di Umbria Jazz, il tempio della musica che stasera 16 luglio omaggia un duo di musicisti di fama mondiale, gli ultimi eredi del grande jazz, coloro che hanno scritto, in oltre un quarantennio, una delle avventure musicali più esaustive ed eccelse della storia del genere: Mr Hancock and Shorter.

I due signori del jazz, incrociano il comune sentiero artistico già negli anni 60, militando nell’universo divino di Miles Davis e del suo celeberrimo quintetto, Shorter vi collaborerà dal 64 al 70, gli anni d’oro per la sua vena compositiva, oltre che per quella di virtuoso del sax, Hancock, invece, sarà chiamato nel 1963 da Miles Davis per l’album Seven Steps to Heaven, iniziando così una lunga collaborazione.

Un fecondo sodalizio che ha portato il mitico duo, a collaborare nel corso degli anni, condividendo palchi e successi  in tutto il mondo, incontrandosi per progetti che hanno fatto la storia del jazz come il gruppo VSOP insieme a Ron Carter e Tony Williams negli anni settanta, il “Tribute to Miles” dopo la morte del compositore e  trombettista e l’album in duo “1+1” nel 1997. Il brano “Aung San Suu Kyi”, dedicato alla dissidente birmana, vinse il Grammy Award come migliore composizione jazz dell'anno.

Wayne Shorter, il maestro del sassofono, cresciuto ascoltando  Thelonious Monk, Charlie Parker e  Lester Young, fece parte di quell’intera generazione di sassofonisti formatasi alla scuola di John Coltrane (l’apripista del Free jazz) di cui ne rimase influenzato solo agli esordi; infatti fu l’unico musicista che tentò, nell’epoca imperante del suono alla Coltrane, di trovare una strada musicale personale. Suonò con le realtà più importanti del periodo hard pop, il quintetto di Horace Silver e soprattutto i Jazz Messengers di Art Blakey.

Herbie Hancock, rimane, a 74 anni, uno dei più influenti pianisti del jazz, sperimentatore instancabile del suono tra jazz ed elettronica, ha saputo travalicare con genialità, epoche e generi musicali. Nel 1986 vince l’Oscar per la migliore colonna sonora grazie a ’ROUND MIDNIGHT, film sul jazz interpretato da Dexter Gordon. È invece del 2008 il Grammy  per “River: The Jony Letters” premiato miglior album dell’anno. Eccelso tributo all’amica ed artista Jony Mitchell.

Tra Giamaica e New York, il pianoforte di Monty Alexander. Un altro importante nome del jazz, condividerà lo stesso palco del Santa Giuliana. Dopo il duo Hancock/Shorter, il giamaicano Monty Alexander, che per i suoi settant'anni si è regalato il secondo volume di Kingston Harlem, un’elegante ed iconica rivisitazione della musica popolare giamaicana (Bob Marley) in chiave jazz e funky.

Originario della Giamaica, ma cresciuto negli Stati Uniti, ha  dato vita ad una ricerca musicale che lo ha portato alla fusione di diversi mondi musicali: il jazz statunitense, la musica popolare e il reggae della sua nazione d’origine, creando un connubio musicale originale e apprezzato da un pubblico molto eterogeneo.

Numerosissime, le sue collaborazioni: Dizzy Gillepsie  Sonny Rollins, Frank Sinatra, Tony Bennett, Bobby McFerrin, fino alla colonna sonora di “Bird”, il capolavoro di Clint Eastwood dedicato a Charlie Parker.

Al Teatro Morlacchi, Premio Fondazione CASSA DI RISPARMIO DI PERUGIA 2014 Ambasciatori dell’Umbria Nel Mondo  a Enzo Pietropaoli

La Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, ogni anno consegna un premio a musicisti che hanno portato e tenuto alto il nome dell’Italia e dell’Umbria nel mondo, quest’anno, il riconoscimento andrà al grande Enzo Pietropaoli (ore 17) in occasione del concerto dello Yatra Quartet.

Considerato uno dei più importanti contrabbassisti italiani e tra i pochi specialisti del suo strumento ad aver acquisito una dimensione di leader, con quasi quarant’anni di vita musicale trascorsi in giro per il pianeta jazz, e non solo, ha debuttato professionalmente con il “Trio Di Roma” (Danilo Rea e Roberto Gatto) nel 1975, Enzo ha deciso di inaugurare una nuova stagione artistica, quasi una seconda giovinezza, proponendosi nel ruolo di “band leader”, con lo Yatra Quartet. Ha collaborato con tutti i più grandi nomi del jazz italiano e mondiale, tra cui Rava, Pieranunzi, Chet Baker, Lee. Konitz, Richard Galliano, Cedar Walton, John  Scofield e Pat Metheny e molti altri. A dimostrare la sua versatilità il ritorno in studio di registrazione con gli storici compagni dei Doctor 3, Danilo Rea e Fabrizio Sferra, che hanno aperto, con un grandioso concerto, la prima giornata di Umbria Jazz.

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