Tuoro, il teatro dell'Accademia incanta: grandi spettacoli e attori, sale l'attesa per Valentina Lodovini

Il teatro dell’Accademia di Tuoro è ormai divenuto sede di una stagione di lusso, con grande varietà di interessanti proposte

Il teatro dell’Accademia di Tuoro è ormai divenuto sede di una stagione di lusso, con grande varietà di interessanti proposte. Anche quest’anno, in collaborazione con lo Stabile, l’Amministrazione propone agli appassionati di teatro numerosi spettacoli accreditati, insieme a stimolanti novità.

Si apre con  la produzione, già vista e apprezzata, dei Giovani  dello Stabile, impegnati con lo scespiriano  “Racconto d’inverno”, per la regia di Andrea Baracco. È opportuno ricordare che scene e costumi sono stati realizzati in collaborazione con gli allievi del corso di scenografia presso l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia.

Torna anche un’altra produzione di successo del Teatro Stabile: “Occident express” con Ottavia Piccolo, accompagnata dall’orchestra multietnica di Arezzo. Uno spettacolo che incrocia storie di sofferenza e di riscatto declinate al femminile. Teatro, canto, poesia, proiezioni e tanto altro entrano in gioco con “Variegato”,  uno spettacolo con diciotto personaggi, interpretati dal Trio Le Capinere.

In “Tutta casa, letto e chiesa”, è molto attesa Valentina Lodovini (consacrata alla conoscenza del grosso pubblico dalle interpretazioni cinematografiche di successo) che interpreta quattro diversi personaggi femminili della produzione di Dario Fo e Franca Rame. Una condizione femminile trattata in chiave umoristica che sottende una feroce critica contro costumi e malcostumi, non solo sessuali, della società maschilista e bassamente consumistica, mercificata anche in materia di sentimenti.

Altra novità è “Ina /suite”, ultima sfida del coreografo Afshin Varjavandi che ha scelto di portare in scena un gruppo di giovani allievi, dotati di stile energico e fortemente innovativo. Si incontra Domenico Modugno con “Mimì”, una storia-mille storie, che ricordano il famoso cantante non meno che sogni condivisi e amori di giovinezza.

A chiudere (fuori abbonamento) gioca decisamente in casa  il torreggiano Stefano Baffetti che si propone con “Nel nome del figlio”, in cui indaga i rapporti paterni e filiali ad alta tensione drammatica. Degna conclusione con una proposta di un ‘emergente’, ampiamente emerso nel panorama attoriale e scrittorio non solo regionale. Non un neofita, ma un attore consumato e accattivante. Ci piacerà vederlo all’opera.

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