VISTI PER VOI Spopola il Trio Le Capinere nello spettacolo “Variegato”, un'esperienza da ripetere

Al Teatro dell’Accademia di Tuoro un evento che più “variegato” non si può, in quanto composto da affabulazione, canto, parole, musica e simpatia

Il Trio Le Capinere al Teatro dell'Accademia di Tuoro

Al Teatro dell’Accademia di Tuoro, spopola il Trio Le Capinere nello spettacolo “Variegato”. Un evento che più “variegato” non si può, in quanto composto da affabulazione, canto, parole, musica… simpatia. Lode al direttore artistico Gianfranco Zampetti, pubblicamente ringraziato dalle tre straordinarie musiciste e cantanti, polistrumentiste, capaci di una brillante e complice interlocuzione col pubblico torreggiano, massicciamente accorso al richiamo della stagione teatrale che prende i giri di anno in anno. Sembrava una pia illusione, quella del sindaco Patrizia Cerimonia: l’ambizione di portare a teatro i cittadini, che hanno invece risposto positivamente, all’unisono con i diversi perugini i quali dimostrano apprezzamento per una stagione di qualità.

Lo spettacolo accompagna lo spettatore attraverso un arco cronologico che parte dagli anni Venti per dipanarsi fino ai Cinquanta. Una rassegna non solo musicale, ma anche culturale e antropologica che propone da “Parlami d’amore Mariù”, a “Voglio vivere così”, da “Mille lire al mese” a “Ma le gambe”, da “Malafemmena” a “Nina se voi dormite”, da “Non ti scordar di me” a “Tu vuo’ fa l’americano”.

Carrellata punteggiata da cambi d’abito della cantante Sara Cresta, mezzo soprano lirico e swing woman. Con la solida Fabiola Battaglini che passa con disinvoltura dalla fisarmonica alle percussioni, dal pianoforte al vibrafono.

Dea ex machina Maria Letizia Beneduce (violino, viola, contrabbasso, mandolino) ricca di spirito e seduzione, narratrice egregia, irresistibile nei momenti di comicità, ma persuasiva anche quando sfodera riflessività, ricordi, affetti, declinati in una dimensione di sensibilità tutta femminile.

“Variegato”, dunque, uno spettacolo che potrebbe degnamente figurare anche in altri piccoli teatri, come il Mengoni di Magione, quello di Corciano, di Marsciano e altri. Una riflessione che giriamo ai responsabili dello Stabile.

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