I problemi della scuola di ieri e di oggi, se ne parla a "Testimonianze dall'Umbria"

Ma davvero la scuola italiana è ridotta ad un colabrodo, come sostengono i seicento professori universitari  firmataria di un documento secondo il quale gli studenti commettono errori che sarebbero da considerarsi gravi già in terza elementare ? La lettera degli intellettuali ,indirizzata a governo e ministro della pubblica istruzione, ha tenuto banco fino a quando, poco tempo dopo , un’altra corrente di pensiero ha alleggerito la posizione degli studenti, dando tutta un’altra lettura dello stato dell’arte della scuola.

Testimonianze dall’Umbria, il programma condotto dal  Mario Mariano ed in programma martedì  14 febbraio alle 21.30 sul canale 12 di tef channel ( piattaforma Sky 831) ha posto la questione a docenti di ieri e di oggi ( i professori Carmine Varasano e Fabio Gallina) , genitori e rappresentanti di associazioni per la tutela dei giovani ( professor Carmelo Zappone e Elisabetta Cittadoni vicepresidente di Basta il cuore), a giuristi e giornalisti ( avvocato Claudio Cimato e Carlo Antonio Ponti).

“ La società di oggi deve  essere obbligatoriamente  tollerante con i giovani, perché a loro è stato tolto il diritto di pensare- è la tesi del prof. Varasano, 45 anni di insegnamento di cui più di 30 al liceo Mariotti-. Prima di saper leggere e scrivere, uno studente deve saper pensare, concentrarsi su ciò  che chiede allo studio per potersi realizzare nella vita”. Varasano, figura di riferimento per diverse generazioni di studenti, non è tenero con i  colleghi in servizio. “ In tanti anni di attività non ho mai preso provvedimenti punitivi nei confronti dei miei ragazzi, se mi accorgevo che qualcuno era distratto o irrequieto, lo invitavo a lasciare l’aula per rientrare quando aveva recuperato la forma migliore. In più – aggiunge - ero contrario ai voti, mi bastava valutare l’impegno del gruppo e con quello avevo anche il controllo della preparazione dei singoli. A convincermi a riempire le caselle del registro, con i voti, erano le lagnanze del preside”.

Per Carlo Ponti i problemi della scuola ricadono sui ministri della Pubblica Istruzione: “ Chiunque arriva al vertice,  pensa di  passare alla storia  firmando riforme che vanno in direzione opposta del predecessore. In ogni caso i guai maggiori sono iniziati quando  sono state privilegiate le materie scientifiche  rispetto a quelle umanistiche”. Possono  incidere sul rendimento scolastico degli studenti gli episodi di violenza fisica e morale di cui la cronaca si occupa oramai giornalmente? “  Assolutamente sì – conferma Elisabetta Cittadoni- ed è per questo che vogliamo che i giovani denuncino il bullismo, confidando nell’ aiuto della  nostra associazione e della polizia”.

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Sul  ritorno al rispetto dei ruoli, con i genitori più tolleranti con il difficile ruolo dell’insegnate insiste l’avvocato Cimato che sottolinea :” Spesso il diverso metodo di educazione ai figli è motivo di forti contrasti in famiglia”.  Il preside Gallina del 1° Circolo scolastico :” Ricorrentemente viene denunciata l’inefficienza della scuola, ciascuna generazione successiva si ritiene migliore delle altre, la società attuale è tremendamente più complessa e terapie semplici non esistono”

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