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Terrorismo, ecco come conoscere e affrontare la più grande minaccia del secolo

E' stato presentato oggi alla libreria Feltrinelli, il nuovo saggio del generale Mario Mori sul fenomeno del terrorismo a livello globale

E' il male, la piaga del nuovo secolo: il terrorismo di matrice islamica che dall'11 settembre 2001 ha cambiato per sempre la percezione dell'occidente nei confronti delle organizzazioni criminali integraliste, ma cos'è veramente il terrorismo odierno? Le risposte le ha scritte nero su bianco il generale Mario Mori, una vita al servizio delle istituzioni e cresciuto nei nuclei speciali antiterrorismo del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Direttore del "Sidse", Prefetto della Repubblica Italiana e componente fondativo del Ros (Raggruppamento Operativo Speciale). 

Il suo ultimo libro "Oltre il terrorismo. Soluzioni alla minaccia del secolo", è stato presentato oggi pomeriggio alla libreria Feltrinelli del centro storico di Perugia. Al dibattito (coordinato dalla giornalista Erika Pontini) oltre al generale e autore del saggio, ha preso parte anche il Questore Messina. 

Il saggio, analizza in particolare il fenomeno del terrorismo di matrice islamista, i meccanismi alla base della minaccia in Europa e in Medio Oriente attraverso una rilettura dei principali gruppi armati nella storia, proponendo al lettore soluzioni e pratiche su come affrontarlo." Il metodo per combattere il terrorismo è lo stesso per affrontare la criminalità organizzata. Non ci si può comunque aspettare di prenderne due o tre di questi personaggi, ma prenderli tutti. Cercare un 'cane sciolto', è come cercare un ago nel pagliaio".

Anche il Questore Messina è intervenuto a proposito della minaccia del terrorismo sul nostro territorio e a possibili fenomeni di radicalizzazione: "Regolarizzare le dinamiche che soggiacciono alla edificazione di luoghi di culto per favorire la trasparenza, a Perugia la situazione è sotto controllo, ma bisogna favorire un dialogo: non è una guerra di religione, ma dinamiche interne all'Islam stesso. Dobbiamo invece guardare a tutti quei luoghi dove la trasparenza non c'è e che non hanno necessariamente a che fare con il fenomeno dell'islam, ma che invece potrebbero creare condizioni di rivendicazione sociale tali da sfociare in episodi di violenza". "Sicuramente le espulsioni sono uno strumento importante, ma dobbiamo metterci in testa che per sconfiggere questo fenomeno serve attenzione, lavoro e competenza". 

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