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Rubrica-Visti per Voi: "Crepi l'avarizia", la commedia in perugino per ridere e riflettere

Un generosissimo Gian Franco Zampetti si cimenta nella triplice veste di adattatore, regista e protagonista di un'esilarante narrazione, ambientata nella campagna perugina, in un interno rurale ormai irrimediabilmente perduto

Il gruppo teatrale “Città di Perugia-Artemio Giovagnoni, al Piccolo Teatro di via Pontani (Sodalizio di San Martino), mette in scena “Crepi l’avarizia”, trattamento nella lingua del Grifo della commedia “A li cunti facemo li pianti” del maggior drammaturgo ternano, Renato Brogelli. Un generosissimo Gian Franco Zampetti si cimenta nella triplice veste di adattatore, regista e protagonista di un’esilarante narrazione, ambientata nella campagna perugina, in un interno rurale ormai irrimediabilmente perduto.

Il plot è perfettamente inserito in un contesto antropologico storicamente accreditato: quello di una vita sparagnina, al limite della micragna, sopportata al solo scopo di risparmiare, accumulando denaro, ma privandosi dell’essenziale. Quando l’anziano capofamiglia, male in arnese, si riduce a ragionare sulla propria miserabile esistenza, scatta la molla del cambiamento: altro che privazioni! Decide di andare a curarsi alle terme, poi accede alle cure col Gerovital, va a Parigi dove assapora bella vita, alberghi di lusso, Moulin Rouge, caviale, donne e champagne.

Tornato, irriconoscibile ai suoi, progetta una vita nuova nel proprio ambiente, mentre i familiari si adoperano per farlo interdire. Operazione che fallirà, mettendo in pace figli, nipoti, eredità e diritti. Un grandissimo Gian Franco Zampetti dà lezione di teatro, debitamente affiancato dalla nuora Ghita (Antonina Liuzza in stato di grazia). Tutti in ruolo: il figlio Michele (Franco Piazzoli), e tutti gli altri, da Ismaele Arnone a Margherita Pierini, da Mauro Chiancone a Veronica Falconi.

Una stupenda Monica Arlotta, da donna di famiglia a seducente vedova “consolabile”, ben disposta a lasciare la porta aperta all’anziano (un tempo avidissimo) Generoso che, nella sua nuova veste, onora il nome… pur di compiacersi delle sue grazie. Si ride con garbo e si riflette sugli snodi dell’esistenza. In scena (i sabati alle 21:15, le domeniche alle 17:15) fino al 19 marzo, festa di San Giuseppe.

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