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Domenica, 5 Febbraio 2023
Teatro

Ivan Cotroneo, il debutto al Morlacchi e la profezia del direttore Nino Marino

Autore e regista porta "Amanti", la sua prima assoluta a Perugia con Massimiliano Galli e Fabrizia Sacchi

Il debutto assoluto di Ivan Cotroneo a teatro, e proprio a Perugia, è una profezia che si avvera. “Ero a Perugia per una presentazione. Incontrai Nino Marino e mi disse ‘Vedrai che un giorno scriverai per il teatro e debutterai qui a Perugia”. Ed eccolo qua. Ivan Cotroneo, scrittore, autore televisivo e cinematografico, regista, è pronto per veder debuttare il suo spettacolo al Morlacchi, per la stagione del Teatro Stabile dell’Umbria di cui Nino Marino è direttore. Domani, mercoledì 18, la prima delle repliche che proseguiranno fino al 22 gennaio, di Amanti, scritto e diretto da Cotroneo per i “suoi” Massimiliano Gallo e Fabrizia Sacchi e tutta la compagnia del Teatro Diana di Napoli (in scena ci sono anche Orsetta De Rossi, Eleonora Russo e Diego D’Elia). 

“Ho scritto pensando al teatro, non è un adattamento di un libro o di un film. E’ scritto per essere rappresentato su un palco e pensando agli attori che avrebbero interpretato i miei personaggi” spiega l’autore e regista.

“Conosco Massimiliano e gli altri da tempo. Con lui abbiamo lavorato molto negli ultimi 12 anni. Quando ho delineato il personaggio, come gli altri di questa storia, ho indubbiamente pensato a come sarebbero stati interpretati e per questo ho cercato di valorizzare al massimo le caratteristiche che conosco, con un testo ispirato a loro, ma non autobiografico”. Il vestito su misura di un sarto che con i suoi modelli ha una conoscenza profonda e una condivisione. “Massimiliano mi ha più volte spronato”. E alla fine è arrivato Amanti, una commedia sull’amore e sul tradimento, “sul maschile e sul femminile, sull’innamorarsi e sul perdersi”. Insomma, “una commedia divertente con il cuore tenero che si ribella ai cliché”. Perché, spiega ancora Cotroneo, “sono molto legato al contemporaneo e ai cambiamenti sociali, mi affascina molto l’evoluzione della donna in una società patriarcale come la nostra”. 

Televisione, cinema e teatro. Un cerchio che si chiude? 

“Sono sempre stato un grandissimo appassionato di teatro, fin da piccolo andavo a vedere gli spettacoli di Mariangela Melato o Sepe. Sono sempre stato un grande spettatore. Ma se vogliamo anche l’ultimo mio film ‘Quattordici giorni’ è fortemente teatrale, con le scene ambientate in una sola stanza”. E insomma c’è molto di naturale in questo approccio al teatro. Il debutto è alle porte,  “farlo qui, al Morlacchi, in un teatro così importante, è veramente una magia. Mi sento a casa“

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