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Visti per Voi - Una straordinaria "Signora delle camelie" al Mengoni, Marianella Bargilli attrice di grande versatilità

Una messa in scena, frutto di una rilettura di incredibile modernità: a riprova di come il classico posa rivelarsi sempre vivo e vitale.

Il Mengoni di Magione ha ospitato una straordinaria “Signora delle camelie”, nell’interpretazione di Marianella Bargilli, Silvia Siravo, Ruben Rigillo e Carlo Greco. Una messa in scena, frutto di una rilettura di incredibile modernità: a riprova di come il classico possa rivelarsi sempre vivo e vitale. Lo spettacolo ha fatto centro nel gusto degli spettatori che hanno apprezzato  l’interpretazione, non meno che una modalità insieme filologica e spiazzante di riproporre un must della scrittura dell’Ottocento. L’adattamento e la regia di Matteo Tarasco sono meditate e originali.

La Dame aux camélias, alla base della “Traviata” verdiana, viene qui calata nella contemporaneità e insieme storicizzata in diverso contesto. Si spiegano così le tirate di coca di Prudenza, servetta-amica-ruffiana-prostituta, che incede imbracciando una fisarmonica di felliniana memoria. La stessa Marguerite si presenta in una mise improntata a sfacciato can can. Armando canticchia e si cuoce al calore dell’erotismo dell’amante, mentre il padre tenta di liberarlo da questa magnifica ossessione.

Ottime le musiche di Mario Incudine, centratissimi i costumi (realizzati dall’Accademia Costume&Moda), spoglia ma efficace la scenografia che si contenta di un divano, un tavolinetto con due bicchieri, due sedie, un candelabro e un’altalena finale ondeggiante tra fiocchi di neve. Ma tanto basta a suggerire l’ambiente, superando un descrittivismo d’antan.

La storia di amore e morte, disperazione e speranza, spietatezza e pietà, si alimenta del detto pascaliano per cui “il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”. Uno spettacolo cui è facile pronosticare un meritato successo. Ameremmo rivederlo al Morlacchi, con un pubblico attento e numeroso. Dire che la Bargilli è bella e brava suona tautologico, ma vero.

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