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L'attore Gioele Dix innamorato di Perugia: "Amo questa città e la cortesia della sua gente"

Onore al pubblico perugino: attento e sensibile. A dirlo è Gioele Dix nell’incontro col pubblico, gestito amabilmente dal professor Alessandro Tinterri, docente di storia del teatro e del cinema a Palazzo Manzoni

Onore al pubblico perugino: attento e sensibile. A dirlo è Gioele Dix nell’incontro col pubblico, gestito amabilmente dal professor Alessandro Tinterri, docente di storia del teatro e del cinema a Palazzo Manzoni. Gli incontri con la compagnia sono ormai divenuti un must delle scelte dello Stabile e corrispondono alle esigenze del pubblico che ama confrontarsi con gli attori che calcano le tavole del palcoscenico del Morlacchi.

“Un teatro storico, che avevo desiderio di rivedere e in cui adoro proporre i miei lavori”, dice a nome della rodata compagine Gioele Dix, un attore capace di passare dal monologo comico al classico, come Molière.

Il pubblico rileva l’attualità di un plot scritto oltre quattro secoli fa e che vide la finzione trasformarsi in realtà: difatti lo stesso Molière morì, con imprevedibile catarsi, in palcoscenico alla quarta recita. “Ho seguito le orme del grande Giancarlo Parenti”, dice Dix che fu sodale del maestro di teatro.

“Tornare al Morlacchi è sempre un’emozione: mi piace confrontarmi con un pubblico giovane, preparato e generoso”. “Amo la città, il soffio della sua tramontana, la cortesia della sua gente”. Musica per le orecchie dei perugini che affollavano la platea nell’incontro del giovedì.

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