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Oasi di Sant' Antonio, sul palcoscenico affabula l’attore Giovanni Scifoni in Ago, bio del santo d'Ippona

Teatro di Rebecca, Oasi di S. Antonio di via Canali. Sul palcoscenico l’attore Giovanni Scifoni: al cinema in “La meglio gioventù”, in tv commissario in “squadra antimafia 7”

Teatro di Rebecca, Oasi di S. Antonio di via Canali. Sul palcoscenico l’attore Giovanni Scifoni: al cinema in “La meglio gioventù”, in tv commissario in “squadra antimafia 7”. Ma anche autore e conduttore della trasmissione “Beati voi” su Tv2000, oltre che attore in numerose fiction.

Scifoni propone “Ago”, un monologo di affabulazione su Sant'Agostino d'Ippona che… non voleva fare il prete. È accompagnato, alla chitarra elettrica, da parte di Davide Vaccari, diplomato presso il nostro conservatorio Morlacchi e, per la prima volta in pubblico, dal figlioletto Tommaso alla batteria e alla battuta (“naturalmente, concordata”, dice il padre).

Presenti fra’ Matteo Siro, Ministro provinciale dei frati  cappuccini dell’Umbria, il vescovo ausiliare Paolo Giulietti e tanto pubblico. Lo spettacolo racconta la vita e le ossessioni filosofiche del grande santo. Un po’ meditabondo, ma anche controcorrente e, a suo modo, “rockettaro”. Soprattutto preso da una profonda inquietudine: il suo tormento, ma anche la molla potente della sua ricerca “in interiore homine”.

Scifoni spiega migrazioni di 1600 anni fa, alla rovescia:  dall’Italia all’Africa. Poi chiarisce il fatto che in Africa, nel terzo secolo dopo Cristo, il sacerdozio non era una scelta, ma i preti venivano eletti a furor di popolo. Agostino, al fine di  sottrarsi alla designazione, scrive un libro per mettere in piazza i propri peccati: le meravigliose “Confessioni”. Inventa così il genere letterario del romanzo autobiografico, da antieroe, tormentato da mille dubbi.

Scifoni è uno splendido attore, capace di parlare trasversalmente a tutte le categorie di persone di ogni età. Tanto che diverte, ma fa anche pensare. Da quelle domande esistenziali si attinge un deserto di risposte, che l’uomo non può darsi. Ma al pessimismo subentra una pace interiore e un pieno abbandono alla fede. Sentimenti che Scifoni condivide, in questo mondo pervaso da un’ottusa ribellione alla ricerca dei grandi perché. Dall’inquietudine può infatti nascere non il pessimismo, ma la fiducia. Uno spettacolo che vince e convince.  

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