Successo del “Michelangelo perugino” di Cricco e Allegrini all’anteprima del Festival delle Corrispondenze

“Un modo eccellente per coniugare cultura alta e identità linguistica territoriale”, sostiene l’assessore alla cultura Vanni Ruggeri

Successo del “Michelangelo perugino” di Cricco e Allegrini all’anteprima del Festival delle Corrispondenze di Monte del Lago. “Un modo eccellente per coniugare cultura alta e identità linguistica territoriale”, sostiene l’assessore alla cultura Vanni Ruggeri. La versione in magionese-perugino delle lettere del Buonarroti ai familiari (“Tai sua”) è elogiata da Massimo Arcangeli, uno dei massimi dialettologi nazionali. Che scrive: "Un rifacimento sciolto, fresco, vivace, provocatorio come non mai". Cricco, infaticabile studioso e traduttore, pur se spiritualmente presente, è dovuto restare nella sua Bolzano per le inevitabili limitazioni dell’età (97!), ma è stato celebrato con spirito unanime.

Le letture dell’attore Gianfranco Zampetti, principe della parlata magionese, hanno reso alla perfezione il senso e la portata della versione di Cricco, traduttore anche dell’Inferno dantesco e di tanti altri capolavori della letteratura nazionale. Non a caso, le lettere di Michelangelo costituiscono il secondo volume della collana “La grande letteratura in perugino”, inventata da Allegrini e aperta proprio dal “Dante perugino” dello stesso Ennio Cricco.

Tra i relatori, due grossi calibri in rappresentanza dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” in coedizione, anche in ragione del patrimonio della gipsoteca coi gessi michelangioleschi, meravigliosamente effigiati nella Gallery dagli scatti del fotografo Franco Prevignano. Nel volume anche le immagini di confronto fra gli originali e i gessi, tratti da un interessante contributo (sulla rivista “Scires-It”) degli autori Paolo Belardi (Direttore ABA), Luca Martini e Michele Martorelli.

Il Conservatore dei Beni dell’ABA, Giovani Manuali, nell’affollatissima Sala delle Conferenze di Villa Aganoor, ha illustrato le vicende storico-artistiche dei gessi. Mentre il docente ABA, Emidio De Albentiis, si è soffermato sul significato di quelle copie per la vicenda della storica Accademia del Disegno, voluta da Vincenzo Danti e dall’Alfani. Il tutto condito da aneddoti e spigolature inedite. Una nota di merito speciale per il pittore Stefano Chiacchella, autore della copertina, intrisa di ironia e spirito identitario (presente Francesca Cencetti, dirigente del Liceo artistico Bernardino di Betto, presso il quale insegna il noto pittore). Dopo un’apertura alla grande, il Festival si articola in una ricca serie di incontri che si dipanano, fino a domenica 9 settembre, con scansioni fitte e ricche d’interesse.

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