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Stefano Vicarelli ricostruisce i fasti dell’Accademia del Dónca in venti “Racconti misteriosi in salsa perugina”

Un’opera che costituisce una preziosa occasione per parlare di Perugia, esaltandone la storia, la lingua, i monumenti, le risorse umane e morali, creando un affresco culturalmente qualificato, istruttivo, divertito e divertente. Uno spaccato di colta e “grifagna” antropologia

RIPIANI-ANTEPRIMA. Stefano Vicarelli, storico, poeta e scrittore di vaglia, ricostruisce i fasti dell’Accademia del Dónca in venti snelle narrazioni: “L’enigma è servito. Racconti misteriosi in salsa perugina”. Ne abbiamo ricevuta l’anteprima di stampa. Un’opera che costituisce una preziosa occasione per parlare di Perugia, esaltandone la storia, la lingua, i monumenti, le risorse umane e morali, creando un affresco culturalmente qualificato, istruttivo, divertito e divertente. Uno spaccato di colta e “grifagna” antropologia.

Stefano, nel ricostruire la storia e le vicende dello storico presidio di peruginità - la più corposa Associazione mai esistita fra i travertini della Vetusta - gioca a mascherare i personaggi che ne sono stati protagonisti dietro eloquenti, ma trasparenti pseudonimi. Così l’Inviato Cittadino, Sandro Allegrini, veste i panni di Serse Allegrucci, intrattenitore e “facilitatore di conversazione”. Mentre il cofondatore Walter Pilini diventa William Pellini, maestro di scuola, nelle versioni “con barba e senza barba” (come Clint Eastwood: con sigaro e senza).

L’assessore Andrea Cernicchi è Aldo Cerbini, “filosofo prestato alla politica”. Il libraio Alberto Mori è Adalberto Moretti, “che si affeziona ai volumi e, quando i clienti gliene comprano qualcuno, sembra che ci rimanga male, neanche gli avessero fatto un dispetto”. Non manca Leandro Battistoni, alias Leonardo Bartoccioni, operatore tecnologico informatico del Dónca, “infaticabile camminatore, grande intenditore di funghi e di asparagi, burbero dal cuore tenero”. Nel primo racconto entra il pittore perugino Franco Venanti (alias Venanzio Franchi), relatore in una conferenza su certi affreschi di Annibale Brugnoli.

Il mistero è quello di una foto di donna misteriosamente sottratta. C’è sempre un enigma da sciogliere… in lingua perugina. Per ritrovare quell’effige e non solo. I Cinque Compari “accademici”, dopo ogni incontro, invitano a cena il relatore di turno e si ritrovano in Porta Sole all’osteria “L pan del Re” gestito da Quinto Colonna, ex funzionario del catasto con la vocazione dei fornelli. Egregiamente affiancato dalla consorte, la bionda signora Lia, e dai figli Umbro e Ambra. Gino, ti fischiano le orecchie?

Fra un manicaretto e l’altro, innaffiato dal nettare di Bacco, si lavora a sciogliere l’enigma. Le situazioni sono sempre connotate da arguzia e cultura, accortamente celata. E il “deus ex machina”, impareggiabile solutore di enigmi in lingua perugina, è proprio Quinto, l’oste e magnifico anfitrione dell’allegra compagnia del Dónca e del relatore di turno. Il volume è letteralmente intriso di peruginità: personaggi, Società di Mutuo Soccorso, Saffa, il Notturno Perugino e tanto altro. Un libro, di cui ho ricevuto l’anteprima, capace di lusingare la mia personale vanità. Che non è poca. Perché diventare personaggio di uno scrittore come Vicarelli è un rarissimo onore, riservato a pochi.
 

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