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Mercoledì, 17 Agosto 2022
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Stefano De Majo in cattedrale: evento che incrocia storia, cultura, teatro e sante reliquie

Presenti sindaco e vescovo, i quali hanno seguito lo spettacolo sulla reliquia che contiene il preziosissimo Sangue di Cristo

Stefano De Majo propone, in Cattedrale a Terni, un evento che incrocia storia, cultura, teatro e sante reliquie. Presenti sindaco e vescovo, i quali hanno seguito lo spettacolo sulla reliquia che contiene il preziosissimo Sangue di Cristo. Insieme a quello che è ritenuto un frammento della croce, nella chiesa Cattedrale fin dal 1656, ivi portato dal Cardinale Angelo Rapaccioli.

Questione controversa, questa delle reliquie, spesso più “presunte” che reali. Anche se il santo popolare, Giuseppe da Copertino (“il Santo che levitava e si librava in volo”) ne aveva decretato l’autenticità.

L’occasione si lega anche a una ricerca effettuata dall’attore-regista-scrittore che ha documentato il tutto attraverso una sequenza di immagini di personaggi, Santi e Vescovi, che nei secoli hanno utilizzato la preziosa reliquia, esponendola ai fedeli in preghiera. La utilizzarono contro la peste che decimò i ternani, attraverso la decisione del Vescovo Sebastiano Gentili (1657) di trarla fuori dal Duomo e salire con il Sangue di Cristo sulla torre di Barbarasa.

Ancora nel XVIII secolo, la santa reliquia fu utilizzata dai vescovi per fronteggiare la lunga sequenza di terremoti che tormentarono le popolazioni.

Lo spettacolo in cattedrale è stato un vero viaggio nella storia cittadina, rievocando il primo vescovo di Terni, Antimo, e poi il secondo e ben più noto in tutto il mondo: quel San Valentino (martirizzato il 14 febbraio del 273) e divenuto universalmente il protettore degli innamorati.

Poi la diocesi ternana, assorbita in quelle vicine di Narni e di Spoleto, fino all'ingresso del nuovo Vescovo di Terni Rainerio (1218), accompagnato da San Francesco in persona, che in quell'occasione dilettò i ternani con una delle sue giullarate.

Il racconto teatrale di Stefano de Majo è proseguito citando il comportamento del vescovo di Terni Felice Bonomini. Ha ricordato che, dopo l’ultimo dei terrificanti 108 bombardamenti subìti dalla città dell’acciaio, rifiutò di far suonare le campane, sostenendo che la città martoriata non aveva nulla da festeggiare.

Il lungo viaggio teatrale (scritto e interpretato da Stefano de Majo) si è anche avvalso del commento musicale dal vivo al pianoforte del Maestro Francesco Morettini e della splendida voce della cantante Marialuna Cipolla. L’evento si è concluso sulle note dell’“Ave Maria” di Giulio Rapetti, in arte Mogol, il quale ha preso parte commosso al gran finale, mentre l'attore recitava il suo "Emozioni".

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