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Lo Stabile dell'Umbria propone una stagione tutta da gustare: tutto il programma, e il giovedì torna la grande danza

Un cartellone imperdibile per ricchezza e varietà di proposte previsto dal 13 settembre in poi. Si parte dalla tradizione e si offre innovazione

Lo Stabile propone una stagione tutta da gustare per ricchezza e varietà di proposte. Si parte dalla tradizione e si espone innovazione. Si comincia con l’offrire un’anteprima di rango (13-14-settembre): “Dall’inferno all’infinito” di/con Monica Guerritore. Spettacolo saltato nella scorsa stagione e più che mai connesso al settimo centenario del Ghibellin fuggiasco. La stessa Guerritore si cimenta nella regia del Brecht di “L’anima buona di Sezuan”, ispirato all’edizione di Strehler del 1981. In lingua originale “Il caso della famiglia Coleman” di Claudio Tolcachir. A seguire, Liv Ferracchiati (coproduzione Stabile e Spoleto Festival) con “La tragedia è finita, Platonov”.

A seguire “Passeggiata di Salute” di Bedos. Il grande ritorno della collaudata coppia Filippo Timi, Lucia Mascino. Il genio ponteggiano farà come sempre sold out. “La città morta” di Dannunzio voltata alla “Grease” presenta Little Tony e Bobby Solo nella prima opera teatrale del Vate. Fra dissacrazione e ironia. Balletto con “Moving with Pina” (Bausch), “Graces” di Silvia Gribaudi e, dal lucreziano “De rerum natura” una regia, coreografia e scene di Virgilio Sieni.

Classico con “La signora Giulia” di Strindberg e “Fronte del porto”, l’attesissima nuova regia di Alessandro Gassman. E poi un Raffaello “produzione teatro stabile dell’Umbria, doc servizi in collaborazione con Comune di Urbino, Regione Marche e AMAT”. Ferzan Ozpetek firma la prima regia teatrale mettendo in scena l’adattamento del suo film “Mine
Vaganti”.

Valter Malosti porta in scena “Se questo è un uomo” di Primo Levi. Torna Latella con “Chi ha paura di Virginia Woolf?”. Un grande “Don Chisciotte” con Alessio Boni. Per la prima volta, nel Cartellone del Morlacchi, con “Anelante”, Antonio Rezza e Flavia Mastrella, la coppia che nel 2018 si è aggiudicata alla Biennale di Venezia il Leone d’Oro alla carriera per il Teatro.

Una vera chicca di nicchia sarà la “Danza del giovedì”, con cinque spettacoli, offerti anche in abbonamento a 50 euro. Una stagione che riesce a coniugare tradizione e contemporaneità, per una pluralità di gusti e interessi. Ci saremo per raccontarvene gli step.

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