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Spigolature perugine. Da oggi in poi le giornate si allungano "a passo de bòvo"

L’antropologia perugina, per significare l’accorciamento delle ore di luce e poi la ripresa dell’allungamento dal 21 dicembre, recitava “Da la Madonna (8 dicembre) a Natale: l passo de n cane. Da Natale a l’anno nòvo: l passo de m bòvo”

Da oggi in poi (solstizio d’inverno), cominceranno a riallungarsi le giornate. Un detto popolare suona “Santa Lucia: l giorno più curto che ce sia”. Ma è sbagliato. L’errore risale alla sfasatura di circa dieci giorni, accumulata in dieci secoli, che aveva portato il solstizio intorno al 13 dicembre: appunto il giorno in cui cade la festa della santa della luce, Santa Lùcia.  Poi le cose furono messe a posto, passando al calendario gregoriano.

Nelle nostre campagne, la notte tra il 12 e il 13 si usava mettere fuori della finestra una ciotolina di latte per l’asinello che portava la santa. A Perugia la santa era venerata, come testimoniato dalla presenza, in via Baglioni, dell’oratorio di Santa Lucia in Colle Landone (Rione di Porta San Pietro), aperto quasi esclusivamente per la festa della santa e in occasioni straordinarie.

L’antropologia perugina, per significare l’accorciamento delle ore di luce e poi la ripresa dell’allungamento dal 21 dicembre, recitava “Da la Madonna (8 dicembre) a Natale: l passo de n cane. Da Natale a l’anno nòvo: l passo de m bòvo”. Per indicare che l’accorciamento, graduale e progressivo (a passo di cane), si conclude verso Natale. Mentre, andando verso il nuovo anno, l’allungamento delle ore di luce procede velocemente (a passo di bue).

Insomma: se è vero che per Santa Lucia il sole tramonta prima, è altrettanto vero che il giorno più corto è quello compreso tra oggi e domani. Poi ci avvieremo verso l’allungamento… a passi da bovino. Altra caratteristica della santa, il cui nome richiama “lux”, ossia la luce, è quella di proteggere la vista. Secondo la sua agiografia, tra le torture inferte per la conversione al cristianesimo, le furono strappati gli occhi. Da qui il giuramento che si sentiva nelle nostre zone: “Santa Lucia, càveme j’occhi”! Come dire che, se non si fosse rispettato il giuramento, si sarebbe meritata la perdita della vista. Spigolature linguistiche e antropologiche da mettere nello scrigno dei ricordi e… da fissare nella pagina.

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