La Società Operaia, per Sant'Ercolano, onora il poeta perugino Walter Cremonte

La Società Operaia lancia l’iscrizione ad honorem a un personaggio della civitas perusina, distintosi per meriti civili o culturali

“Le migliori tradizioni sono quelle inventate”, dicono gli antropologi. A maggior ragione, quando vanno a radicarsi nella storia e nelle convinzioni popolari. Come nel caso della proposta della Società di Mutuo Soccorso di Primo Tenca che intende lanciare una consuetudine con le radici saldamente ancorate alla figura del vescovo Ercolano, defensor civitatis. Non l’Ercolano del 7 novembre, quello dell’Università, ma quello popolare, il vescovo martire che contrasta Totila, con piglio combattivo irriducibile, con intelligenza puntuta (la tradizione del vitello nutrito con l’ultimo staio di grano e lanciato dalle mura a simulare un’inesistente abbondanza alimentare, smentita dal chierico traditore).

Insomma, l’Ercolano della litomachia del 1° marzo, che ricorda le sassate tipiche dei perugini. Ed ecco che la Società Operaia lancia l’iscrizione ad honorem a un personaggio della civitas perusina, distintosi per meriti civili o culturali. Assegnazione alle 18 del 1° marzo in sede.

Il primo insignito dell’iscrizione e della preziosa pergamena è Walter Cremonte, poeta. Walter ha fatto l’insegnante, professione di famiglia: il padre Lelio, critico e poeta, fu nello staff della Stranieri; il fratello Rainer scriveva di letteratura come studioso e come autore. Walter ha studiato al Mariotti (con Piergiorgio Giacchè, Fabrizio Leonelli, Roberto Volpi, figure di riconosciuta valentia intellettuale) dove era noto come “il Benda”, dal nome del filosofo francese Julien Benda, autore del celebre “La trahison des clercs”.

Ha pubblicato diverse raccolte poetiche con editori come il perugino Guerra e Lieto Colle. Spesso, in occasione di ricorrenze e festività, si è divertito a proporre versioni poetiche di autori latini, in edizioni limitate, da donare agli amici. La sua ultima antologia, “Cosa Resta”, è uscita da Aguaplano nel 2018.

All'attività di poeta ha accompagnato quella di saggista, collaborando con riviste di rilevanza nazionale, pubblicando “A Margine” (Crace edizioni, 2005) con articoli usciti su Micropolis supplemento umbro al Manifesto e “Poeti a Perugia” (Morlacchi 2013). Sempre per Morlacchi è presente con “Il Leopardi di Binni, il Binni di Leopardi” in una raccolta di saggi sul nostro maggior critico.

Recentemente ci siamo insieme occupati di un piccolo saggio che la comune amica Brunella Bruschi aveva elaborato intorno alla poesia di Sandro Penna, interpretata alla luce delle categorie calviniane. Era una perla che è uscita per i tipi di Morlacchi, a spese della Società Operaia, con la collaborazione di Vanni Capoccia, Cesare Barbanera e del presidente Primo Tenca. Walter Cremonte è poeta appartato e umbratile: non ama comparire. Sono però sicuro che accetterà con gioia questo onore.

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