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Settimo centenario dantesco. Una conferenza di rango ai Notari del professor Marco Grimaldi

Settimo centenario dantesco. Una conferenza di rango (“Cento anni di Dante 1921-2021”) ai Notari col professor Marco Grimaldi. Che propone riflessioni sul centenario del Sommo Poeta, celebrato nell’arco cronologico dell’ultimo secolo. Dante soggetto/oggetto di interpretazioni e distorsioni ad usum delphini. Un meccanismo inevitabile che ha riguardato tanti geni dell’umanità, e lo stesso San Francesco. Volgarmente ridotti a semplici strumenti sui quali ciascuno ha suonato la partitura che lo interessava. Perché Dante è da sempre “tra di noi”, in una ininterrotta storia di attenzione e interesse. Dante in cartoline e pubblicità, e perfino in giochi di ruolo. Ma il miglior modo per celebrare Dante resta, sempre e comunque, quello di leggerlo, apprezzarlo, meditarlo e farlo proprio.

Grimaldi fa il punto sulle celebrazioni del 1921 e ne declina gli eventi (ultime elezioni democratiche, scontri e attentati, traslazione della salma del Milite Ignoto...). Poi il 1936 con l’inaugurazione ravennate della Zona Dantesca. Ma anche attenzione al discorso di Benedetto Croce, del 1920, in cui c’è l’eco di una robusta fruizione dantesca. Fino a distinguere una ricezione ‘esterna’ (culto, monumenti, edizioni critiche e studi) e una ‘interna’ in cui ciascuno riflette in proprio e sintonizza lo spirito e il sentire con Dante e la sua poesia. E c’è stato, inevitabilmente, un Dante fascista, così come emerge da una storica intervista a Mussolini in cui il duce confessa di essere debitore, al (foscoliano) Ghibellin fuggiasco, di sentimenti e ispirazione politica.

Da rilevare, peraltro, che proprio al 1921 risale l’edizione completa delle opere. Poi tre personaggi e momenti storici che si sono misurati a modo proprio con Dante: Piero Gobetti, Thomas Mann e le celebrazioni contro il terrorismo per la ricorrenza della Strage di Bologna, sindaco Renato Zangheri. Nell’occasione si esibì Carmelo Bene. Cui rispose polemicamente Giorgio Albertazzi, chiamandolo “venditore di fumo”. Contrasti di natura personale, ideologica, non meno che artistica. I due si detestavano (posso testimoniarlo da colloqui privati con Albertazzi) ed erano divisi da opinioni politico-ideologiche, vissute con forte spirito di parte. Sinistrorso l’uno, repubblichino l’altro. Il cerchio (dantesco) si chiude e così la conferenza. Con Varasano che si complimenta e ringrazia. Un pubblico, rado ma denso, dimostra interesse e partecipazione.
 

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